AVEZZANO – Festeggiano un compleanno al ristorante, ma non saldano il conto da oltre novemila euro, consegnando un assegno scoperto.

Tre persone sono state rinviate a giudizio e devono rispondere del reato di insolvenza fraudolenta. Nei guai due donne e un uomo di Avezzano: R.D.S. di 43 anni, M.G.D.S. (29) e A.D.S. (40), tutti della stessa famiglia.

I fatti, riporta Il Centro, risalgono al 2017 quando, secondo l’accusa, i tre avezzanesi hanno contratto un’obbligazione con il gestore di un ristorante di Carsoli per un totale di 9.100 euro, corrispettivo di un pranzo per un compleanno.

Secondo l’accusa, avevano creato nel ristoratore una situazione di fiducia sulla loro onestà versando, alla fine del pranzo, un anticipo di 3.400 euro. Successivamente hanno consegnato al ristoratore un assegno postale per l’importo residuo dovuto. Quando però è andato a incassare l’assegno aveva scoperto che il titolo postale era privo di copertura. Dopo diversi tentativi di rintracciare i clienti, che nel frattempo si erano resi irreperibili, il ristoratore è stato costretto a presentare una denuncia alle autorità.

La vicenda si è trascinata per più di cinque anni, gli imputati dovranno presentarsi a febbraio davanti al collegio del tribunale di Avezzano. Comunque sia gli imputati, qualora dovessero essere condannati alla fine del processo, rischierebbero una pena minima. La legge prevede infatti che, se un soggetto contrae un’obbligazione, dissimulando il proprio stato d’insolvenza con l’intento di non adempierla, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a 516 euro.