ROMA – Si riaccende il dibattito sul “caro-scuola” con l’inizio del nuovo anno scolastico.

A lanciare l’allarme il Codacons, secondo cui le famiglie italiane potrebbero trovarsi ad affrontare una spesa fino a 1.300 euro a studente tra libri di testo e corredo scolastico ma il Sil (Sindacato Italiano Librai di Confesercenti) interviene per ridimensionare, definendo fuorvianti i calcoli di spesa che includono articoli di lusso, con zaini e astucci griffati, nel paniere ordinario delle famiglie.

In base alle prime stime, zaini, diari e astucci, così come il materiale da cartoleria (penne, quaderni, pennarelli, matite ecc.), registrano quest’anno incrementi medi di prezzo compresi tra il +2% e il +4% rispetto allo scorso anno, mentre per i libri di testo si stima un rincaro medio del +1,8%.

I listini al dettaglio rappresentano sempre più una giungla dove le famiglie fanno fatica ad orientarsi – evidenzia il Codacons – e, rispetto al passato, si registrano differenze spaventose tra i prodotti di base e gli articoli firmati o di tendenza.

“Per uno zaino la spesa può superare i 200 euro, mentre per un astuccio attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) si arriva a spendere 60 euro e un diario può sfiorare i 40 euro.  Il mercato propone inoltre prodotti sempre più hi-tech e costosi, come zaini dotati di luci a led, speaker wireless e power bank integrati per ricaricare smartphone e altri dispositivi”.

“Ma le spese esplodono nel caso dei prodotti ‘griffati’ dove si arriva a livelli record: esistono astucci da oltre 300 euro, taccuini da quasi 200 euro, penne da oltre 500 euro e perfino set di matite colorate che sfiorano i 600 euro. Ancora più impressionanti i prezzi degli zaini per bambini proposti dalle grandi griffe della moda: alcuni modelli costano tra i 500 e i 700 euro, mentre nella fascia più alta si raggiungono e superano i 1.000 euro, con punte di circa 1.200 euro per un singolo zaino. Scegliendo articoli di lusso, il costo del corredo può quindi raggiungere cifre senza precedenti. Tra quaderni, zaini, diari, prodotti di cancelleria, materiale da disegno, libri e dizionari si conferma così un esborso complessivo che, per l’anno scolastico 2026/2027, può arrivare a quota 1.300 euro a studente”, secondo i calcoli del Codacons.

Per il Sil: “Sostenere che c’è una stangata e chiamare in causa zaini griffati con prezzi fino a 1000 euro è come dire che i gelati sono un bene di lusso perché c’è chi li acquista con sfoglie d’oro”, commenta il presidente Antonio Terzi.

Secondo il sindacato, il comparto della cartolibreria sta assorbendo la spinta inflazionistica in maniera molto più efficace rispetto ad altri settori merceologici.

“L’aumento del prezzo dei libri si attesta, come ogni anno tra l’1,8 e il 2,5% (confermando un dato appurato anche dall’Antitrust), ben sotto l’inflazione che a luglio registra +2,9% su base annua”, spiega Terzi, aggiungendo che “Anche gli incrementi dei prezzi della cartolibreria non superano il 2,5/3%, restando al di sotto o al massimo in linea con l’inflazione”.

Il vero problema risiede nell’inclusione di prodotti estranei alle abitudini d’acquisto della quasi totalità della popolazione.

Per Terzi, infatti, “si assiste ancora una volta a ricostruzioni che puntano a evidenziare tendenze su livelli di spesa che nessuna famiglia media sostiene. Citare zaini da centinaia di euro altera la percezione reale del costo del corredo scolastico”.

In conclusione, oltre ad auspicare precisione e correttezza nella rilevazione dei dati da parte di chi fa informazione, il presidente del Sil rivendica “il servizio che forniscono le nostre librerie e cartolibrerie, per disponibilità e professionalità, non ha prezzo”.