L’AQUILA – I sindaci e gli amministratori di Lazio e Abruzzo impegnati nella lotta contro il “caro pedaggi-sicurezza A24/A25”, all’esito dell’incontro avvenuto con il Ministro dei Trasporti Paola De Micheli, comunicano di aver reiterato le richieste più volte avanzate al Mit insistendo per una soluzione definitiva e strutturale del problema che porti, nell’immediato, all’eliminazione del rischio dell’aumento delle tariffe dal prossimo primo dicembre. 

“Il Ministro, nel condividere tali obiettivi, si è impegnato a riconvocare i sindaci e gli amministratori prima del 30 novembre per condividere il percorso amministrativo comune che dovrà portare al raggiungimento della soluzione strutturale che porti al blocco definitivo degli aumenti della tariffa e alla velocizzazione degli interventi per la messa in sicurezza dell’intera tratta autostradale”, si legge nella nota. 

Nel frattempo, “il Ministero provvederà all’inoltro delle precisazioni richieste dall’Ue sul Pef trasmesso nel mese di settembre e alla convocazione del Concessionario Strada dei Parchi – conclude la nota – I sindaci e gli amministratori, fiduciosi della disponibilità manifestata dal Ministro, in attesa di essere riconvocati, mantengono alta la guardia e vigilano sull’operato del Mit, per l’unico obiettivo che anima il loro operato: la difesa e la tutela dei cittadini e territori che rappresentano”.

Il tutto mentre si avvicina la scadenza, fissata al 30 novembre prossimo, dell’ulteriore proroga del blocco degli aumenti dei pedaggi del 19 per cento dell’autostrada A24 e A25, che collega Lazio e Abruzzo.

I sindaci dei territori interessati dalla maxi stangata la scorsa settimana, in un incontro a porte chiuse a Carsoli, hanno incontrato i vertici di Strada dei Parchi per cercare una soluzione.

Nel corso del summit è emerso che da novembre le tariffe potrebbero lievitare del 20 per cento.

È venuto fuori che il Pef trasmesso dal Governo, ed in particolare dal ministro De Micheli, è stato rispedito al mittente da Bruxelles che ha chiesto chiarimenti, rimettendo in discussione tutto il documento. 

Circostanza che spaventa non poco gli amministratori impegnati nella lotta per la messa in sicurezza delle autostrade e contro il caro pedaggi. 

Così, potrebbe essere rimesso tutto in discussione rispetto alla riunione Cipe del primo agosto scorso quando a siglare l’accordo per il Pef tra Mit, Sdp e Anas c’era l’ex ministro Danilo Toninelli.

La preoccupazione cresce ed è palpabile, perché potrebbe avvicinarsi una mazzata tremenda: senza accordo sul Pef le tariffe subiranno un aumento di quasi il 20%, a cui si aggiungerebbe quello previsto per il primo gennaio prossimo.