L’AQUILA – “Le risposte dal Governo alle nostre richieste non sono sufficienti. Evidentemente non si percepisce il rischio che questa crisi si ripercuota negativamente sui bilanci degli enti locali e di conseguenza, soprattutto, sulla possibilità di erogare con continuità i servizi pubblici ai cittadini. Per questo motivo giovedì 10 febbraio, alle ore 20, anche in Abruzzo si spegnerà simbolicamente l’illuminazione di un edificio rappresentativo o di un luogo significativo per la comunità”.

Ad annunciarlo è il presidente di Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto, che ha riferito che sono oltre 20 i Comuni, oltre alla Provincia di Chieti, ad avere già aderito all’iniziativa.

Il caro bollette non solo rischia di mettere in ginocchio milioni di famiglie e imprese, che ricevono bollette monstre della luce e del gas e anche i bilanci comunali rischiano di andare a gambe all’aria, e così in Abruzzo spira forte il vento della rivolta.

Molti comuni abruzzesi aderiranno alla protesta organizzata dall’Anci, rispondendo, con convinzione, all’appello del Presidente Antonio Decaro  che ha invitato tutti i sindaci dei Comuni d’Italia a spegnere le luci di un monumento cittadino alle ore 20:00 di domani.

L’Anci stima un aggravio di spesa di 550 milioni, su una spesa annua in bollette per i comuni italiani di 1,7 miliardi.

Tra gli altri Comuni, si spegneranno le luci a Fossacesia, nell’ Abbazia di San Giovanni in Venere; Teramo, a Piazza Martiri; Ortona, Castello Aragonese; Rapino, Auditorium Sant’ Antonio; Canosa Sannita, Municipio; Miglianico, Municipio e Monumento ai Caduti; Capistrello Municipio e Piazza Risorgimento; Orsogna, Piazza Mazzini; Rocca San Giovanni, Municipio e Piazza degli Eroi; Cellino Attanasio Cinta Muraria e Torre campanaria; Tollo, Parco “Giovanni Falcone”.

Scrive D’Alberto: “Le risposte dal Governo alle nostre richieste non sono sufficienti. Evidentemente non si percepisce il rischio che questa crisi si ripercuota negativamente sui bilanci degli enti locali e di conseguenza, soprattutto, sulla possibilità di erogare con continuità i servizi pubblici ai cittadini. Per questo motivo giovedì 10 febbraio, alle ore 20, anche in Abruzzo si spegnerà simbolicamente l’illuminazione di un edificio rappresentativo o di un luogo significativo per la comunità”.

“Speriamo che in questo modo si possa comprendere a quali rischi si va incontro se non si interverrà presto con un sostegno adeguato a coprire almeno tutti gli aumenti previsti in questi mesi. I comuni non hanno la facoltà di fare scostamenti di bilancio a debito, il maggior costo produce taglio dei servizi o dissesto finanziario. L’Anci stima per le amministrazioni comunali un aggravio di almeno 550 milioni di euro, su una spesa complessiva annua per l’energia elettrica che oscilla tra 1,6 e 1,8 miliardi di euro”.

“Non vorremmo ritrovarci ancora una volta a dover scegliere tra salvaguardare gli equilibri di bilancio ed erogare servizi ai cittadini”.

“Spegnere le luci è sempre stato per noi un atto ecologico, ma oggi diventa un atto di protesta contro il caro energia – si legge in una nota del Comune di Sulmona -. L’aumento delle bollette  si ripercuote negativamente sui bilanci di un Comune e, conseguentemente,  sui servizi erogati ai propri cittadini. È per questo che la Città di Sulmona aderisce alla protesta organizzata dall’Anci, rispondendo, con convinzione, all’appello del Presidente Antonio Decaro,   Questa Amministrazione ha individuato l’acquedotto medievale, simbolo di  forza e prosperità, un’opera imponente, edificata per  soddisfare il fabbisogno energetico di molte attività che si svolgevano in città nel periodo medievale”.

“Facciamo buio nei Comuni cosicché il Governo  veda meglio e metta in campo azioni di sostegno per scongiurare i rischi ai quali si va incontro se non si interverrà tempestivamente. In questo contesto, l’Amministrazione Comunale intende rimarcare l’importanza  delle comunità energetiche,  associazioni virtuose composte da Enti pubblici, aziende , attività commerciali e privati cittadini, i quali scelgono di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’autoconsumo. Una strada già intrapresa e sulla quale si intende puntare al massimo per ridurre la dipendenza energetica dal sistema elettrico nazionale e rendere Sulmona una città innovativa  e sostenibile”.

A seguire l’appello del sindaco di Vasto, Francesco Menna.

“Il vertiginoso aumento delle bollette di luce e gas sta mettendo in grave crisi famiglie, attività produttive e strutture pubbliche con conseguente aggravio non solo sui bilanci familiari e delle aziende, ma anche sui bilanci di Comuni e Province. Una situazione contro la quale il Governo deve intervenire con urgenza ed immediatezza.  Condividendo pienamente l’appello lanciato dal Presidente dell’Anci, Antonio Decaro di spegnere simbolicamente le luci per 30 minuti domani 10 febbraio, invito tutte le Amministrazioni comunali ad aderire a questa iniziativa spegnendo l’illuminazione di un edificio rappresentativo o di un luogo significativo per la comunità. L’aumento delle bollette di luce e gas porterà ad una inevitabile contrazione dei consumi a danno dell’economia locale e nazionale”.

“Per gli enti pubblici c’è invece il serio e concreto pericolo di dover ridurre i servizi o aumentare imposte e tariffe. Come ha affermato Decaro, “Come amministratori non possiamo ritrovarci ancora una volta a dover scegliere tra salvaguardare gli equilibri di bilancio e erogare servizi ai cittadini. Diamo dunque tutti un segnale tangibile teso a sensibilizzare e spingere il Governo a concretizzare interventi contro le ripercussioni della crisi energetica”, conclude la nota.