ROMA – “Le accise mobili sono allo studio e siamo disponibili all’attivazione del meccanismo. Non l’abbiamo fatto nel Cdm di ieri perché parliamo di un problema che abbiamo da pochi giorni, gli introiti derivanti dall’Iva di questo momento così breve non ci consentono di costruire un impatto percepibile dai cittadini. Il meccanismo si avvia quando l’impatto diventa strutturale e reale”.

Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle repliche in Senato.

E ancora: “È ingeneroso dire che abbiamo aumentato le accise. Noi le abbiamo allineate, perché avevamo un impegno che i precedenti governi avevano inserito tra gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ora avevamo tre strade. Avremmo potuto allinearle al
rialzo: non lo volevamo fare. Avremmo potuto allinearle al ribasso, ma questa norma sarebbe costata circa tre miliardi di euro l’anno, dei
quali non disponevamo, per ragioni che conoscete meglio di me”.

“C’è un dibattito in corso sul tema di Hormuz”, su quali “strumenti” possano essere utilizzati “per difendere la libertà di navigazione, vitale per le nostre economie: qualora si materializzassero sintesi e proposte penso anche in questo ci si debbano confrontare con il Parlamento. È un tema delicato, quello di trovare” un equilibrio “tra la necessità evidente e vitale a difesa delle nostre economie e il
rischio di essere trascinati nel conflitto. Il dibattito con i nostri partner europei e non solo si sta sviluppando”.