AVEZZANO – “Per sconfiggere il caporalato non basta la sola repressione: servono strumenti concreti per garantire trasporti e alloggi legali ai lavoratori e meno burocrazia, così da togliere terreno al lavoro nero”.
È quanto ribadisce il sindacato degli agricoltori Cia, che chiede anche il superamento del “click day” e una riforma del decreto flussi che leghi gli ingressi dei lavoratori stranieri alla reale stagionalità delle colture, con procedure semplificate e “corridoi verdi” per le istanze presentate dalle associazioni.
L’appello arriva dopo l’orrore a cui si è assistito della strage dei quattro braccianti, tre afghani e un pakistano, bruciati vivi in un minivan ad Amendolara in Calabria, da due caporali pakistani ora arrestati. L’ipotesi investigativa è che si sia trattato di una punizione atroce perchè le vittime, con regolare permesso di soggiorno non volevano più dormire in di 10 in una stanza, o uno scontro tra gruppi di diverse nazionalità per il controllo del lavoro nei campi nella piana di Sibari e nel metapontino.
“La Legge 199 del 2016 sul caporalato ha riscritto il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, estendendo la responsabilità penale ai datori di lavoro, rafforzando arresto in flagranza, confisca dei beni e potenziando la Rete del lavoro agricolo di qualità. A quasi dieci anni dalla sua introduzione, però, la normativa resta sbilanciata sulla repressione, mentre risultano ancora insufficienti gli strumenti di prevenzione e di organizzazione alternativa al caporale sul territorio”, osserva la Cia
Per questo la proposta è di trasformare la Rete del lavoro agricolo di qualità da semplice “bollino” reputazionale a vera cabina di regia territoriale per reclutamento, trasporti, alloggi e monitoraggio, con sezioni locali realmente operative e il coinvolgimento stabile di organizzazioni agricole, sindacati, enti previdenziali e ispettivi, prefetture ed enti bilaterali.
Secondo Cia, servono inoltre strumenti dedicati al trasporto e all’alloggio dei lavoratori e una maggiore digitalizzazione dei rapporti di lavoro, così da intercettare le anomalie prima che degenerino in sfruttamento grave, distinguendo chiaramente tra irregolarità formali e fenomeni criminali organizzati.
“In Abruzzo il tema della disponibilità di manodopera agricola è ormai strutturale e interessa in particolare comparti strategici come l’ortofrutta del Fucino, la viticoltura e le produzioni ad alta intensità di lavoro stagionale -, dichiara Nicola Sichetti, presidente di Cia Abruzzo -. Le imprese agricole si trovano sempre più spesso a fare i conti con la difficoltà di reperire lavoratori nei tempi richiesti dalle campagne di raccolta, mentre le procedure burocratiche per l’ingresso dei lavoratori stranieri continuano a essere lente e scollegate dalle reali esigenze produttive. In queste condizioni il rischio è che si creino spazi che favoriscono intermediazioni irregolari e sfruttamento. Per contrastare davvero il caporalato non basta aumentare controlli e sanzioni”.
Occorre costruire un sistema che renda più conveniente e più semplice la legalità, garantendo trasporti organizzati, soluzioni abitative dignitose per i lavoratori stagionali e procedure amministrative rapide ed efficienti -, continua Sichetti -. Chiediamo il superamento del click day e una revisione del decreto flussi che tenga conto delle effettive necessità delle aziende agricole abruzzesi. Solo assicurando manodopera regolare e disponibile nei momenti cruciali delle campagne produttive sarà possibile tutelare i lavoratori, sostenere la competitività delle imprese e valorizzare le eccellenze agricole del nostro territorio”.
In questo quadro si inserisce anche il rinnovo del Ccnl operai agricoli e florovivaisti, che conferma “il ruolo della contrattazione nazionale nel garantire salari dignitosi e, al tempo stesso, nel sostenere imprese agricole gravate da costi in crescita e carichi burocratici pesanti. L’obiettivo, secondo Cia, è rendere il lavoro regolare più semplice e più trasparente del caporalato, tutelando i lavoratori e chi fa impresa nella legalità”.





