CAPISTRELLO – “Il Circolo Pdl di Capistrello (L’Aquila), sollecitato dalle richieste di numerosi cittadini, facendosi interprete del loro disagio e del loro malcontento, in merito alla costruzione ed alla successiva assegnazione dei nuovi loculi cimiteriali nel capoluogo e nelle frazioni, chiede quali siano le ragioni che hanno spinto l’Amministrazione ad intraprendere alcune decisioni”.
E’ quanto si legge in una nota del partito azzurro in cui si spiega quali siano le iniziative contestate: “Fissare il prezzo medio di concessione in euro 2900 (vedi Delibera di Giunta n°40 del 25 maggio 2010, pubblicata il 28.09.10) a fronte di un costo medio pari ad euro 1100. Forse l’intento è quello di fare cassa per circa euro 600.000 a spese di parte della collettività?? Richiedere in acconto la somma di € 2.000 all’atto della prenotazione ed il saldo del dovuto alla firma dell’atto di concessione, in contrasto con la delibera di Consiglio n° 7 del 11 aprile 2010 che prevede il pagamento in tre rate. Operare con norme inesistenti basate su un regolamento cimiteriale non ancora adottato. Far scegliere i loculi in base ad un progetto successivamente stravolto e non rispondente più alla situazione sulla base della quale i singoli cittadini avevano espresso le loro preferenze”.
“Alla luce di quanto sopra e delle mancate risposte alle Interrogazioni poste al sindaco sull’argomento fin dall’ottobre 2010, si invitano i cittadini ad attendere la definitiva conclusione dell’iter amministrativo, prima di procedere al pagamento di ulteriori somme. Ancora una volta si deve far rilevare che la attuale maggioranza non ha nessun interesse a discutere né con la minoranza né con la popolazione alla quale si vorrebbe imporre il pagamento anticipato di somme mai legittimamente deliberate; per non parlare del fatto che le scelte già fatte da alcuni cittadini non potranno essere soddisfatte vista la modifica al vecchio progetto”.
“Cari concittadini nulla resta della Trasparenza e della Legalità tanto promesse in campagna elettorale; restano, queste sì, l’improvvisazione e la arroganza della maggioranza, che non ama il confronto, ancor meno le critiche sulla gestione degli interessi della collettività”.





