L’AQUILA – Grande attesa per il concerto del Banco del mutuo soccorso questa sera alle 21:30 – Scalinata San Bernardino, per il concerto del Banco del Mutuo Soccorso, leggendario gruppo rock progressivo italiano, a cura della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”. Un viaggio musicale che ripercorrerà i brani storici della band, conosciuta per il suo stile unico e le sue composizioni sofisticate.
Mentre domani sarà la volta sempre alle scalinate di San Bernardino, alle 21,3o il ritorno all’Aquila per Edoardo Bennato che si ritrova con i Solisti Aquilani, dopo i precedenti incontri del 2018 e del 2019. Il concerto ha fatto registrare il sold out già da qualche giorno.
Peter Pan del cantautorato nazionale ma anche architetto (si laureò al Politecnico di Milano con la tesi «Ristrutturazione della zona dei Campi Flegrei con particolare riferimento alle reti di trasporto urbano collettivo»), l’artista fuori dagli schemi, anche politici, degli anni Settanta e Ottanta è l’autore di brani entrati nella storia della musica italiana.
Bennato ha spesso inserito nelle sue canzoni orchestre d’archi e riferimenti alla musica colta sette-ottocentesca (basti citare Dotti medici e sapienti o Tutti insieme lo denunciam, Un giorno credi o La fata). Giusto per smentire, nei fatti, il titolo di uno dei suoi dischi più amati, appunto, “Sono solo canzonette”.
Un’accoppiata vincente, dunque, tra i successi di una vita del musicista napoletano e la magia esecutiva di una delle orchestre d’archi più titolate d’Italia che si avvale della direzione artistica di Maurizio Cocciolito.
Mercoledì tornerà protagonista il teatro, alle 21, 30 con l’attore Emanuela Morgese e la cantante Antonella Ruggiero che racconteranno, per la Trilogia del potere, il Principe di Nicolò Machiavelli.
Come nell’ormai noto progetto su Dante, Morgese, diretto da Livio Galassi sperimenta questa volta con il linguaggio illustre del Machiavelli, una forma teatrale legata alla sonorità, alla ricerca di nuove forme espressive e all’innovazione. La scelta di una voce “eccezionale” come quella della Ruggiero che ha segnato una sofisticata ricerca e pluralità di stili impreziosisce questa nuova produzione del Teatrozeta che si preannuncia di gran successo.
A seguire la presentazione dello spettacolo.
““Essendo l’intento mio scrivere cosa utile a chi la intende, mi è parso più conveniente andare dietro alla verità effettuale della cosa, che alla immaginazione di essa.” (capitolo XV, Il Principe)
In qualsiasi modo si interpretino i suoi intenti, il Principe non lascia mai indifferenti. Non si resta impassibili di fronte all’idea inquietante che la politica non possa essere guidata da quei codici etici che la maggior parte di noi osserva nel suo vivere quotidiano. E quale che sia la nostra reazione a questa idea una volta chiuso il libro sarà molto difficile continuare a pensare ai nostri leader contemporanei nello stesso modo di prima (Tim Parks).
Che cos’è, oggi, il “Principe” di Machiavelli? Cosa c’è di così accattivante in una formula letteraria così distante dal viver d’oggi come quella del “trattato”? Perché mai dovrebbe stimolare poi un appetito teatrale e, magari, spettacolare? Cosa racconta al nostro vivere quotidiano o al quotidiano vivere del potere esercitato oggi dai leader delle potenze mondiali? Ma soprattutto, è possibile farne nel 2023, nel bel mezzo di un conflitto dalle apparenze “non mondiale”, un punto di partenza per una profonda riflessione umana, non solo politica? Perché scegliere il Principe? Perché Machiavelli va oltre il suo momento storico, parlandoci innanzitutto del potere quale impulso, antico quanto l’uomo, privo d’epoca.
Perché quando si parla di potere, in un programma seppure di carattere artistico pensato per un triennio di lavoro, non ci si può esimere dal non pensare a quel “fine che giustifica i mezzi” vessillo del Machiavelli ed alla derivazione “machiavellica” che qualifica un’azione ispirata a princìpi che esaltano l’astuzia e la mancanza di ogni scrupolo nei rapporti politici e sociali. Il Principe è un’opera caustica quanto mai attuale, un autentico manuale di quella che oggi si suole chiamare realpolitik. Ma della penna di Machiavelli, in scena, ci piace pensare alla restituzione di quella suggestione di pensieri che si fa azione.
La voce dell’attore che mastica la parola trasformandola in carne e poi in pietre, massi, piante o animali. Non di uno spettacolo teatrale in senso stretto ma, come da anni fa la compagnia aquilana, attraverso la ricerca di nuovi linguaggi, parleremo di un’evocazione teatrale che, in questa versione firmata dalla regia di Livio Galassi, fonde parole e suoni, canto e recitazione, musica e silenzio esecuzioni ricercate ed evocate, che come “siparietti brechtiani alla Kurt Weill dipingono quell’essere maledettamente umano, come il Principe, in cerca di potere.
L’idea di questo allestimento vuole restituire intatto il sapore inconfondibile di quella lingua rinascimentale così diversa dal nostro italiano eppure così profondamente nostra, tutta da gustare, mentre tratteggia con nitide pennellate i ritratti di decine di principi passati, da Ludovico il Moro a papa Borgia, dal Duca Valentino all’imperatore Settimio Severo senza tralasciare Maometto II di Turchia.




