L’AQUILA – A circa due mesi dall’ultima riunione del 3 luglio, riprendono le procedure per la gara per l’affidamento della concessione delle sorgenti sant’Antonio Sponga di Canistro (L’Aquila), da quasi quattro anni inutilizzate.
La seduta pubblica si terrà il 5 settembre prossimo, alle ore 10, nella sede regionale di via Catullo a Pescara, nell’ambito di una procedura di gara che è partita subito in salita, e con una forte conflittualità.
La comunicazione, a firma del dirigente facente funzione Franco Gerardini, dirigente del servizio Rifiuti, presidente della commissione di gara, dopo aver sostituito l'”incompatibile” Iris Flacco, dirigente del servizio Risorse del territorio e Attività estrattive. Lettera recapitata alle due società in gara: la Santa Croce, già concessionaria fino a oltre tre anni fa delle preziose sorgenti, quando l’ente regionale ha emesso la revoca, impugnata dalla stessa società dell’imprenditore Camillo Colella, e che ha ingaggiato un duro contenzioso con l’ente regionale ottenendo anche dei risarcimenti. E Acque minerali San Benedetto Spa, che già opera nelle sorgenti di Popoli (Pescara).La riunione e’ finalizzata, si legge nella lettera, “alla prosecuzione delle operazioni di gara di cui all’articolo 13.1 del bando”, ovvero alla verificare “i requisiti di accesso” e la documentazione amministrativa.
Nella seduta del 3 luglio, sono state aperte le buste “A”, per la verifica della completezza della documentazione amministrativa, e che ha fatto seguito a quella del 13 giugno, dove c’è stata l’ammissione dei concorrenti.
La Santa Croce ha infatti subito contestato la congruità della dichiarazione sulla conformità urbanistica, relativa al sito su cui realizzare lo stabilimento di imbottigliamento, consegnata dalla concorrente, Acque minerali San Benedetto Spa. La commissione si è riservata di esaminare la contestazione della Santa Croce, e nonostante il trambusto, si é comunque proceduto all’apertura delle buste. La mancanza del terreno edificabile e con tutte le autorizzazioni urbanistiche e ambientali, è stata una delle ragioni, se non al principale, che ha fatto risolvere con un buco nell’acqua il precedente bando assegnato provvisoriamente nel marzo del 2017, ad Acque minerali per l’Italia (ex Norda), che poi ha deciso di gettare la spugna, dicendosi impossibilitata a realizzare il piano industriale, e dopo un aspro conflitto con la Regione, sulla necessità o meno della Valutazione di impatto ambientale. La revoca della Regione, seppur tardivamente, è arrivata nel novembre del 2018, a cui ha fatto seguito il nuovo bando, indetto a febbraio, poco prima delle elezioni, da parte dell’esecutivo di centrosinistra.
La Regione, va ricordato, è in difficoltà anche con i bandi delle due sorgenti di Popoli, in relazione alla assegnazione definitiva, e dove peraltro c’è continuità nell’affidamento al gruppo San Benedetto,
A presiedere nel ruolo di presidente la seduta del 3 luglio come detto, è stato Gerardini, che ha sostituito Iris Flacco, estromessa a causa dell’incompatibilità stabilita da un provvedimento dell’avvocatura regionale, adottato in seguito ad una controversia legale con la Santa Croce, parte in causa della gara. Flacco aveva presieduto la prima seduta del 13 giugno, per l’accettazione delle domande, ma proprio perché non era dato a sapere ancora chi fossero i concorrenti.
Preso atto dei nominativi degli operatori concorrenti, Flacco ha dichiarato di astenersi dalla prosecuzione della procedura di gara, lavorando in diretta telefonica con l’avvocatura regionale.
In quella sede la Santa Croce aveva avanzato l’ipotesi di una possibile incompatibilità anche di Giovanni Cantone, responsabile del servizio energia e attività estrattive, membro della commissione nella funzione di rup.
In quanto nell’ottobre 2018, la Santa Croce ha citato in giudizio, presso il Tribunale di Pescara, Cantone, assieme a Flacco e Domenico Longhi, dirigente servizio Valutazioni ambientali, con una richiesta di risarcimento danni complessivo di 900 mila euro, avendo posto in essere, almeno a detta dei legali del sodalizio di Colella, “una vastissima serie di atti, verifiche, controlli, diffide, ispezioni, ripetitivi defatiganti e vessatori, volti ad impedire e ostacolare di fatto, e in ogni modo, l’utilizzo della sorgente di acqua minerale Fiuggino di Canistro”, la cui acqua, la Santa Croce, é tornata ad imbottigliare, anche qui a seguito di un serrato contenzioso, dopo la revoca della sorgente Sant’Antonio Sponga.
E’ accaduto così che con una determinazione del 25 luglio a firma di Gerardini, Cantone é stato sostituito con il dirigente Enzo De Vincentiis, del dipartimento Governo del Territorio e Politiche ambientali.
A seguito di questi “rimaneggiamenti”, la commissione di gara é ora composta da Gerardini, presidente, De Vincentiis, rup, e dai dirigenti Dante Mechiorre, Silvia De Melis e Giuseppe Ciuca, quest’ultimo nel ruolo di segretario verbalizzante.
La concessione in palio avrà la durata di trent’anni e prevede ora una concessione della durata di trent’anni. l’importo minimo presunto d’incasso per la Regione è stato stimato in 1.340.000 di euro.
Tra gli elementi che spiccano è che il concessionario dovrà pagare l’acqua 4 euro ogni mille litri imbottigliati, ma il prezzo si ridurrà ad appena 0,30 centesimi se riassumerà, entro 5 anni, 15 impiegati e 38 operai, per un totale di 53 addetti, buona parte dei 75 che erano in servizio presso l’ex concessionario Santa Croce, e licenziati dopo la revoca della concessione alla società di Colella.
Impegno che varrà anche ben 15 punti su 100 in sede di valutazione di gara. Se l’accordo non sarà rispettato ci sarà la decadenza della concessione.
Al bando è stato anche allegato l’elenco delle mansioni specifiche di ciascuno dei 53 dipendenti.
Inoltre, si legge nel bando, “allo scopo di agevolare la ricerca delle aree per la realizzazione dell’impianto d’imbottigliamento, il Comune di Canistro ha, altresì comunicato, con nota del 4 febbraio 2019 di aver individuato l’area idonea e funzionale nel proprio territorio comunale”.






