L’AQUILA –  “Per le prossime elezioni regionali è essenziale che al più presto i partiti politici, il fermento civico, e anche l’area liberale di Italia viva e Azione, facciano fronte comune, e che  tutti un passo indietro. Occorre definire 4-5 punti strategici per il governo dell’Abruzzo, a cominciare dalla sanità, e individuare una figura di candidato presidente che possa essere da garante di questo percorso, da tutti riconosciuto come elemento di collante”.

A suggerire il percorso ideale da avviare al più presto nel composito campo politico all’opposizione del centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi e che sarà ricandidato presidente alle regionali di primavera prossima, è nell’intervista ad Abruzzoweb il consigliere regionale di Legnini presidente, Americo Di Benedetto, leader del movimento politico Il passo possibile.

Di Benedetto sottolinea che invece l’errore da non compiere “è quello di vedere le elezioni come una prova per saggiare la tenuta del nuovo centro-sinistra o del sinistra-centro, la prospettiva è il futuro dell’Abruzzo, non quella dei singoli partiti politici”. Un chiaro messaggio rivolto  in primis al Partito democratico e al Movimento 5 stelle.

Punto centrale del programma di governo dovrà essere poi per Di Benedetto quello delle politiche sanitarie e spiega a questo proposito: “di fatto sulla nuova rete ospedaliera non si è deciso nulla, è stato riproposto tal quale l’attuale assetto, e quello che è più grave è che il centrodestra ha lanciato la palla avanti a dopo le elezioni, non dicendo nulla su dove e come localizzare i dea di secondo livello. Non è stata cioè presa la decisone che contava, quella davvero politica”.

Intanto “la sanità dell’Aquila e l’ospedale San Salvatore continuano ad essere indeboliti.  Il dramma degli attacchi hacker sono ormai diffusi in Italia, ma il problema reale è il tempo di reazione, l’uscita da questa emergenza, di cui ancora paghiamo pesanti conseguenze. Io ricevo ogni giorno messaggi di persone che non si capacitano come  siano possibili tutti questi disagi”.

Infine Di Benedetto torna ad attaccare il centrodestra per la rimozione del manager Roberto Testa, dichiarata ora illegittima dal Tar, tanto che Testa avrà diritto ad un congruo risarcimento danni.

“Una scelta bizzarra, decontestualizzata rispetto alla prova di metà mandato a cui  i manager sono sottoposti, perché si è trattato di un semplice capriccio politico, in quanto Testa  era stato tacciato di irriverenza, e quindi è stato defenestrato. Ora però le conseguenze le pagano i cittadini e la struttura sanitaria, e andrebbero accertate le eventuali responsabilità di chi ha determinato questa illegittima decisione”.

L’INTERVISTA