L’AQUILA – Si è chiuso con 10 assoluzioni con formula piena “perché il fatto non sussiste” il processo a carico delle persone coinvolte, a vario titolo, nella realizzazione del Campus universitario intitolato alla memoria di Giulia Carnevale, la studentessa laziale universitaria deceduta nel terremoto del 6 aprile 2009.

Una tra gli 11 indagati iniziali, Elvira Pallisco, è deceduta nel corso dei cinque anni di dibattimento dopo che, peraltro, la sua posizione era stata stralciata.

Il giudice del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro, ha disposto anche il dissequestro degli edifici realizzati nella frazione di Cavallari di Pizzoli, su un’area di 8 mila metri quadrati.

Come appreso da AbruzzoWeb, il magistrato depositerà le motivazioni della sentenza entro il termine di 90 giorni.

La pubblica accusa, rappresentata dal pm Simonetta Ciccarelli, tuttavia, non avrà neanche il tempo di presentare Appello perché entro agosto questo procedimento finirà in prescrizione.

La vicenda giudiziaria è cominciata nell’ottobre del 2010 al termine di un’indagine condotta dalla Forestale sulla scorta di un esposto presentato da Italia Nostra alla Soprintendenza.

Gli inquirenti avevano rilevato diverse presunte irregolarità nella realizzazione dell’opera voluta dall’imprenditore Giulio Carnevale, il papà della studentessa morta nel sisma.

In particolare, gli imputati erano stati chiamati a rispondere, a vario titolo, di trasformazione urbanistica ed edilizia in violazione delle norme urbanistiche, di falso ideologico, di violazione del vincolo paesaggistico e di danneggiamento delle bellezze naturali dei luoghi sottoposti a speciale protezione dell’autorità.

Il progetto prevedeva la realizzazione di 11 palazzine per un totale di 139 piccoli appartamenti, per 262 posti letto, da destinare a studenti universitari. Al momento del sequestro, solo una parte degli immobili era stata realizzata e occupata da una trentina di studenti, costretti poi a lasciare gli alloggi.

Gli imputati assolti sono Angela D’Andrea, sindaco di Pizzoli (il Comune, tra l’altro, si è costituito parte civile insieme alla Regione), il tecnico comunale Bruno Sabatini, lo stesso Giulio Carnevale, rispettivamente legale rappresentante e procuratore speciale della ditta Fer Italia esecutrice delle opere, Marcello Drago, Ines Ponzi, Patrizia Drago, Oliver Drago, Giuliano Drago, Emma Ponzi e Sergio Palleschi.

Gli imputati erano difesi, tra gli altri, dagli avvocati Pierluigi Pezzopane, Massimo Rampini, Aurelia e Massimo Carosi.

Il complesso dissequestrato nel corso di questi anni è stato oggetto di svariati furti per i quali c’è una nuova inchiesta in corso.

Decisiva, per le assoluzioni, è stata la nomina di un consulente tecnico unitario (Ctu) da parte del giudice che ha verificato, rispondendo ai quesiti, come l’area di realizzazione fosse già urbanizzata prima dell’inizio dei lavori, circostanza confermata che ha portato alla caduta di buona parte delle accuse.