CAMPOTOSTO – Oggi 16 agosto alle ore 21 Mascioni di Campotosto (L’Aquila) ricorda ad un anno dalla scomparsa avvenuta il 6 agosto 2013, il poeta Rinaldo Adriani, “l’uomo, l’indimenticabile amico di tante serate trascorse insieme all’insegna dell’ottava rima, vincitore di battaglie poetiche e personali”.
“Egli, persona di bontà e di grande umanità, dopo una vita d’impegno e di lavoro è stato sconfitto, purtroppo, nella sua ultima lotta, quella contro un male incurabile nei confronti del quale, sostenuto con amore dai suoi cari, si era battuto come un leone”, scrive in una nota il suo amico e compaesano Nando Giammarini.
“Un pastore poeta dedito alla famiglia, al lavoro, agli amici uomo dotato di grande altruismo, generosità e sensibilità umana che lo hanno elevato tra i grandi estempori cantori contemporanei – prosegue la nota – Rinaldo non era un poeta a braccio del novecento, ma un artista senza tempo che potrebbe essere vissuto un secolo fa o dover nascere tra cento anni perché senza tempo era la sua poesia colta, illuminata, raffinata che pone l’uomo al centro dell’universo”.
Oggi, primo anniversario della scomparsa, la sua famiglia, gli amici e tutta la comunità masciorana lo ricordano con una toccante esibizione poetica alla quale parteciperanno i poeti improvvisatori Donato e Pietro De Acutis,Paolo Santini, Agnese Monaldi, Alessio Runci, Felice Vanni, Marcello Patrizi, Berardino Perilli, Stefano Prati, Mauro Chechi, Giampiero Giamogante, Francesco Marconi, Marco Calabresi e Dante Valentini.
“Sarà la serata dell’omaggio e del ricordo di uno degli uomini migliori che la storia dell’ottava rima ricordi, un incontro in cui le emozioni di tutti colori che lo hanno conosciuto parlerà più delle parole e delle rime – conclude la nota – L’arte poetica, è immortale, vive in eterno,ma quando non si sente più la voce dei suoi maggiori esponenti tende al declino. Fortunatamente stanno arrivando nuovi giovani, astri nascenti della poesia estemporanea naturali eredi del poeta di Mascioni che li guida, li ispira e li sostiene dall’alto”.




