L’AQUILA – È quasi un mistero, quello dei soldi spesi e dei finanziatori della campagna elettorale delle politiche del 2013 degli onorevoli abruzzesi eletti al Senato e alla Camera, dove il più spendaccione è stato Giulio Cesare Sottanelli di Scelta civica, 54.577 euro, la più parsimoniosa Enza Blundo del Movimento 5 stelle, appena 128 euro.

Lo attesta l’osservatorio civico Openpolis che ha monitorato per il progetto “Patrimoni trasparenti” i redditi di senatori e deputati, le case, le auto e le quote societarie possedute, di cui Abruzzoweb si è già occupato, ed appunto i dati su contributi e spese elettorali, sulla base dei documenti ufficiali forniti dai diretti interessati, per renderli pubblici e consultabili, come prevedono le norme sulla trasparenza amministrativa. La pubblicazione sul web, solo per quanto riguarda i parlamentari, è passata infatti da volontaria a obbligatoria con la legge per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti del febbraio 2014.

Nonostante questo obbligo, in linea con il 60 per cento dei parlamentari italiani, non hanno consegnato alcuna documentazione Vittoria D’Incecco e Gianluca Fusilli del Partito democratico, Federica Chiavaroli del Nuovo centro destra-Unione di centro, Gianni Melilla di Sinistra ecologia e libertà, Antonio Razzi e Paola Pelino di Forza Italia, Gianluca Castaldi, Andrea Colletti e Daniele Del Grosso del Movimento 5 stelle.

Ma anche gli onorevoli abruzzesi che hanno fornito qualche numero lo hanno fatto in modo lacunoso e incompleto, con grande difformità nei metodi di rendicontazione, che pure sono chiaramente indicati dalla legge sulla trasparenza, con le spese che spesso non corrispondono alle uscite. Soprattutto nessuno ha specificato chi sono i finanziatori, menzionati con un vago “contributo da terzi”, ovvero non dal partito o in autofinanziamento dallo stesso candidato.

Una definizione che non permette di capire se si tratti di privati, aziende o altro tipo di persone giuridiche. Una mancanza di trasparenza che autorizza addirittura a pensare che siano stati possibili anche pagamenti “in nero”, e “sottobanco”.

“Tutti, con rarissime eccezioni – rilevano i ricercatori di Openpolis – hanno scelto di coprire i nomi dei finanziatori e spesso anche la natura della fonte, se si tratta di privati, aziende o altri soggetti giuridici. Ed è così molto difficile entrare nel merito delle campagne elettorali e delle connessioni tra politica e interessi economici”.

Quello che avrebbe diritto di sapere il cittadino elettore, a cui non si può chiedere di recarsi a fare un accesso agli atti agli uffici di Montecitorio e Palazzo Madama.

Attualmente l’obbligo di comunicazione alle autorità competenti dei contributi elettorali vale solo per cifre superiori ai 5.000 euro.

In base ai dati resi pubblici, chi ha speso di più per la campagna elettorale risulta essere come detto Sottanelli di Scelta civica, 54.577 euro, seguito da Paolo Tancredi del Nuovo centro destra-Unione di centro, 41.234 euro, e Antonio Castricone del Partito democratico, 23.500 euro.

Gli onorevoli che hanno speso meno, dopo Blundo, appena 128 euro, sono Maria Amato del Pd, 3.600 euro, e Gianluca Vacca, M5S, con 3.180 euro.

In generale sono però somme neanche paragonabili alle spese affrontate per le campagne elettorali di passate elezioni. Un pò perchè con il sistema elettorale del Porcellum, senza preferenze, l’elezione per i primi posti delle liste era pressochè assicurata, un pò perché in tempi di crisi economica anche i partiti hanno tirato la cinghia, puntando tutto sull’effetto traino dei candidati di punta nazionali.

LA CLASSIFICA

GIULIO CESARE SOTTANELLI (Scelta civica)

Contributi elettorali: 54.755 euro
Contributi da terzi: 54.755 euro

Spese elettorali: 54.733 euro
Produzione materiale e mezzi di propaganda: 9.798 euro
distribuzione e diffusione del materiale: 31.478 euro
organizzazione di manifestazioni: 2.676 euro
spese per personali e prestazioni 10.780 eur

PAOLO TANCREDI (Ncd-Udc)

Contributi elettorali: 41.234 euro
erogazioni del candidato: 9.734 euro
contributi da terzi: 31.500 euro

Spese elettorali: 41.060 euro
produzione materiale e mezzi di propaganda: 3.094 euro
distribuzione e diffusione del materiale: 17.724 euro
organizzazione di manifestazioni: 17.644 euro
varie: 2.597 euro

ANTONIO CASTRICONE (Pd)

Contributi elettorali: 23.500 euro
contributi da terzi: 23.500 euro

Spese elettorali: 19.262 ero
contributo al partito: 15.000 euro
produzione materiale e mezzi di propaganda: 3.848 euro
organizzazione di manifestazioni 400 euro

FILIPPO PICCONE (Ncd-Udc)

Contributi elettorali: 13.000 euro
Contributi da terzi: 13.000,00
Spese elettorali 2013: 11.235 euro
Produzione materiale e mezzi di propaganda: 4.783 euro
Prganizzazione di manifestazioni: 4.262 euro
Spese per personale e prestazioni: 2.190 euro

TOMMASO GINOBLE (Pd)

Contributi elettorali: 10.900 euro
Contributi da terzi: 10.900 euro

Spese elettorali 2013: 10.850 euro
Produzione materiale e mezzi di propaganda: 8.398 euro
Organizzazione di manifestazioni: 2.290 euro
Varie: 161 euro

FABRIZIO DI STEFANO (Fi)

Contributi elettorali: 10.000 euro
Erogazioni del candidato 10.000 euro

Spese elettorali: 3.014 euro
organizzazione di manifestazioni: 2.178 euro
varie: 139 euro

STEFANIA PEZZOPANE (PD)

Contributi elettorali: nessuna dichiarazione

Spese elettorali: 9.685 euro
Produzione materiale e mezzi di propaganda: 9.651 euro

MARIA AMATO (Pd)

Spese elettorali: 3.600 euro
contributi da terzi: 3.600 euro

Spese elettorali: 4.479 euro
produzione materiale e mezzi di propaganda: 3.284 euro
acquisto spazi su organi di informazione: 161 euro

GIANLUCA VACCA (M5S)

Contributi elettorali: 3.180 euro
erogazioni del candidato: 300 euro
contributi da terzi: 2.880 euro

Spese elettorali: 2.991 euro
produzione materiale e mezzi di propaganda 2.953 euro
varie: 38 euro

ROSETTA ENZA BLUNDO, (M5S)

Contributi elettorali: nessuna dichiarazione

Spese elettorali: 128 euro