PESCARA – Il comitato di coordinamento della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome ha convenuto oggi, a Pescara, nelle more dei lavori del workshop “Calre” dei parlamenti regionali europei, di avviare, (nell’ambito della manovra di razionalizzazione delle spese di funzionamento che ciascuna Regione e assemblea legislativa sta portando avanti in questi mesi), un piano di lavoro necessario sia a rafforzare la credibilità delle istituzioni democratiche rappresentative, sia a individuare dei parametri comuni di riferimento da assumere a principi di coordinamento della finanza pubblica per i costi di funzionamento delle istituzioni democratiche regionali.
A tale proposito i presidenti, in qualità di massimi rappresentanti dell’organo legislativo regionale, hanno convenuto di individuare le seguenti misure in piena autonomi: riformulare l’istituto del vitalizio ex lege superando l’attuale criterio di computazione, con una riflessione, altresì, in merito al cumulo dei vitalizi conseguenti ai mandati istituzionali espletati ai vari livelli; adeguare le indennità regionali a quanto stabilito dall’art. 1, comma 1 del dl 98 come convertito con modifiche dalla legge 111/2011; la conferenza ritiene utile altresì, per una fattiva collaborazione, prendere contatti con gli organi competenti parlamentari e con la istituendo commissione di cui all’art.1 comma 3 del dl. 98 come convertito con modifiche dalla legge 111/2011; riconfermare la volontà di determinare una progressiva riduzione dei costi degli organi politici delle assemblee individuando un parametro di riferimento massimo rispetto alle spese sostenute dall’istituzione rappresentativa e parallela riforma dei regolamenti interni.
A tale proposito è stata istituita una commissione di lavoro composta dai Presidenti Boni (Lombardia), Brega (Umbria), Monteleone (Liguria), Ruffato (Veneto) e Thaler Zelger (Trentino Alto Adige) che, entro il 30 settembre, dovrà riferire alla assemblea plenaria circa le soluzioni individuate per le decisioni conseguenti.
È ribadita la convenzione che occorra costituire quanto prima una seconda Camera federale che rappresenti le regioni e gli enti locali, non a elezione diretta, ma di secondo grado, garantendo, così, un efficace coordinamento interistituzionale con la partecipazione degli eletti regionali e degli enti locali al processo decisionale, nell’ambito di una seria politica di riduzione dei costi.
Si potrà, in questo modo, ridurre il numero degli eletti e ottenere un maggior coinvolgimento delle stesse istituzioni dei territori con una sicura azione di semplificazione istituzionale.






