L’AQUILA – “I lavoratori mi hanno giustamente richiesto due cose: che si attivi un tavolo nazionale, perché di vicenda nazionale si tratta, visto che qui all’Aquila c’è il 20 per cento della commessa Inps; e poi, una piattaforma che abbia l’obiettivo di consolidare il settore dei call center nel capoluogo, che conta migliaia di lavoratori”.

Così a margine dell’incontro di ieri il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che ha la delega alle crisi industriali, ha spiegato ad AbruzzoWeb quali siano le istanze dei lavoratori.

Lolli ha ricordato che “dopo il terremoto questa città si è retta grazie ai call center, se cadono è un disastro, hai voglia a fare iniziative sula ricerca! Nessun’altra attività vanta questi numeri – ha rimarcato – tutta la città si deve rendere conto dell’importanza di questa partita”.

“La preoccupazione forte che abbiamo è che il combinato disposto dell’arresto di Boggio (Roberto, titolare della società Transcom, ndr) e le linee guida dell’Inps al bando che dovrà fare, in cui si dice che il criterio del costo del lavoro sarà un criterio che loro utilizzano per i ribassi d’asta, possa mettere in discussione l’intera commessa Transcom”.

“Non solo: qui all’aquila, oltre ai lavoratori diretti Transcom, ci sono 470 lavoratori del consorzio Lavorabile in subappalto. Il rischio è, dunque, ancora più grave”, ha proseguito.

“Siamo confortati dalla notizia della senatrice Stefania Pezzopane che il Senato ha approvato un emendamento molto importante – ha concluso – che esclude il costo del lavoro dai criteri adottati nei bandi per i ribassi d’asta. e questo renderebbe le linee guida del’Inps illegittime”. (f.t.)