L’AQUILA – “L’impegno della Regione Abruzzo è quello di lavorare sul governo perché ci sia una modifica delle linee guida dell’Inps e si presti un’attenzione particolare sulla vicenda specifica del Consorzio Lavorabile. Inoltre, raccogliendo una richiesta dei lavoratori, vogliamo dare vita a un tavolo specifico di approfondimento sulla prospettiva dei call center in questo nostro territorio che rappresentano una fetta consistente del mondo del lavoro aquilano dopo il terremoto”.
Così il vice presidente della Giunta, Giovanni Lolli, che ha la delega alle Crisi aziendali, ha commentato l’esito dell’incontro che oggi ha avuto a palazzo Silone sulla la vicenda del call center Inps-Inail-Equitalia dell’Aquila che vede a rischio quasi 600 posti di lavoro, alla presenza di una delegazione di lavoratori, rappresentanti sindacali e del Comune dell’Aquila.
Una vicenda che, secondo quanto appreso, vede l’attenzione anche del governatore, Luciano D’Alfonso, che ha promesso di portarla all’attenzione di uno dei pezzi da 90 del governo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, braccio destro del premier, Matteo Renzi, che domenica sarà in Abruzzo.
“Una brutta vicenda giudiziaria, e le linee guida pubblicate dall’Inps, ritenute molto punitive, espongono a rischio enorme il presente e il futuro di questi lavoratori – ha aggiunto Lolli – Dalla nostra parte abbiamo ora la notizia che ci arriva dalla senatrice Stefania Pezzopane e cioè che il Senato con un emendamento approvato esclude il costo del lavoro dai ribassi nei bandi che le aziende possono fare”.
Questo, secondo Lolli, “rende obbligatorio per l’Inps cambiare le linee guida. La Regione, pertanto – rileva – si sta occupando della vertenza a tutti i livelli per salvaguardare i livelli occupazionali”.
In assenza di novità normative, il rischio è proprio quello di offerte al massimo ribasso che vadano a intaccare e, quindi, a falcidiare la forza lavoro per abbassare le offerte.
La necessità ribadita dai dipendenti, in vista del bando di gara del prossimo anno, è che la “clausola sociale”, cioè l’obbligo, per chi si aggiudica la gara, di riassumere tutti i lavoratori già occupati nelle attività, venga applicata per intero a tutti i lavoratori di Trascom e anche al Consorzio ‘Lavorabile’.
LOLLI: “PIATTAFORMA SALVA-SETTORE E TAVOLO NAZIONALE”
“I lavoratori mi hanno giustamente richiesto due cose: che si attivi un tavolo nazionale, perché di vicenda nazionale si tratta, visto che qui all’Aquila c’è il 20 per cento della commessa Inps; e poi, una piattaforma che abbia l’obiettivo di consolidare il settore dei call center nel capoluogo, che conta migliaia di lavoratori”.
Così a margine dell’incontro di ieri il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che ha la delega alle crisi industriali, ha spiegato ad AbruzzoWeb quali siano le istanze dei lavoratori.
Lolli ha ricordato che “dopo il terremoto questa città si è retta grazie ai call center, se cadono è un disastro, hai voglia a fare iniziative sula ricerca! Nessun’altra attività vanta questi numeri – ha rimarcato – tutta la città si deve rendere conto dell’importanza di questa partita”.
“La preoccupazione forte che abbiamo è che il combinato disposto dell’arresto di Boggio (Roberto, titolare della società Transcom, ndr) e le linee guida dell’Inps al bando che dovrà fare, in cui si dice che il criterio del costo del lavoro sarà un criterio che loro utilizzano per i ribassi d’asta, possa mettere in discussione l’intera commessa Transcom”.
“Non solo: qui all’aquila, oltre ai lavoratori diretti Transcom, ci sono 470 lavoratori del consorzio Lavorabile in subappalto. Il rischio è, dunque, ancora più grave”, ha proseguito.
“Siamo confortati dalla notizia della senatrice Stefania Pezzopane che il Senato ha approvato un emendamento molto importante – ha concluso – che esclude il costo del lavoro dai criteri adottati nei bandi per i ribassi d’asta. e questo renderebbe le linee guida del’Inps illegittime”. (f.t.)



