ROMA – Una folta rappresentanza di lavoratori del Concact Center Inps dell’Aquila ha manifestato questa mattina a Roma sotto la sede Inps di via Ciro il Grande, insieme a colleghi giunti da diverse sedi d’Italia, nello sciopero nazionale indetto dal sindacato Ugl Telecomunicazioni, per richiedere l’applicazione della clausola sociale nel processo di internalizzazione del Contact Center Inps, attualmente gestito da un raggruppamento di aziende guidata da Comdata, nella società in house Inps Servizi. La delegazione è stata ricevuta dal presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ), Guglielmo Loy.
Presenti, tra gli altri, il segretario nazionale di Ugl Telecomunicazioni, Stefano Conti, e il segretario regionale Abruzzo, Venanzio Cretarola. “Quella di oggi è una giornata importante, con una grande partecipazione da parte dei lavoratori – le parole di Cretarola ad AbruzzoWeb – ma, ovviamente, non sarà l’ultima di questo tipo, perché qui c’è da difendere un intero comparto che viene costantemente aggredito da parte di chi ha il dovere di difenderlo”. Sono circa 3.300 gli operatori che lavorano nei concact center Inps in Italia; di questi, circa 500 sono nel capoluogo abruzzese.
“Nel corso dell’incontro – prosegue Cretarola – è stata posta l’attenzione anche alla qualità del servizio, che è uno dei requisiti fondamentali per poter mettere in salvo i lavoratori. Siamo stati ascoltati, ma non possiamo fermarci e non ci fermeremo. Il prossimo passo è la richiesta di incontro al ministero del Lavoro, la cui assenza a questo ‘tavolo’ non è accettabile”.
“Siamo assolutamente favorevoli all’internalizzazione del servizio – ha commentato Stefano Conti a margine della manifestazione – purché venga mantenuto l’intero perimetro occupazionale e questo può avvenire esclusivamente tramite il ricorso alla clausola sociale, che ricordiamo essere prevista per legge e confermata da recenti sentenze del Tar del Lazio e della Puglia per quanto riguarda le società in house. Oggi – dice ancora il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni – sono arrivati a Roma lavoratori perfino da Rende e da Marcianise, a conferma di una grande partecipazione per quello che è solo un primo passo per evitare gli emendamenti di cui si continua a vociferare. Continueremo a combattere per difendere la clausola sociale”. (red.)










