L’AQUILA – A una mezz’ora di distanza l’uno dall’altro, sia il giudice per le indagini preliminari che il tribunale del Riesame dell’Aquila hanno concesso gli arresti domiciliari per due dei sette arrestati lo scorso 16 gennaio nell’ambito dell’operazione “Caligola”.

A passare dalla custodia cautelare in carcere ai domiciliari Duilio Gruttadauria, presidente del Consiglio d’amministrazione e socio di Ecosfera Gruppo spa, e la moglie Anna Maria Teodoro, socio di Ecosfera.

Dapprima è arrivato il provvedimento del gip Marco Billi. Successivamente si è espresso allo stesso modo anche il tribunale del Riesame (presidente Valli, componenti Tracanna e Macarò).

La procura della Repubblica del capoluogo indaga su presunte tangenti in appalti sull’informatica legati a fondi comunitari Por-Fesr e al programma di cooperazione transfrontaliero Ipa Adriatico.

Secondo l’accusa, gli appalti sarebbero stati pilotati a vantaggio di due aziende, il colosso Ecosfera Spa e l’abruzzese Cyborg srl, in cambio di consulenze e assunzioni clientelari.

Due giorni fa c’è stato un ottavo arresto, di Domenico Peca, accusato di aver funto da prestanome.

Prossimamente il Riesame dovrà discutere le udienze di altri tre arrestati: Lamberto Quarta, consulente di Ecosfera e volto noto del mondo politico abruzzese; Giovanna Andreola, detta Vanna, ex dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo; Michele Galdi, marito dell’Andreola.

Non ha inoltrato istanza Mario Gay, vice presidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics), attualmente ai domiciliari, mentre martedì scorso il giudice del tribunale dell’Aquila Roberto Ferrari aveva già revocato i domiciliari per Corrado Troiano, socio di Cyborg Srl.