L’AQUILA – Giudizio abbreviato per l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, nell’ambito dell’udienza preliminare relativa all’inchiesta “Caligola” della procura della Repubblica dell’Aquila su presunte assunzioni clientelari e appalti pilotati nella Regione Abruzzo nell’ambito del progetto comunitario Adriatico Ipa, che portò a sette arresti quasi 2 anni fa.

Questa la richiesta della difesa al giudice per le udienze preliminare del tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, che, per il resto, ha rinviato al prossimo 9 gennaio l’appuntamento in aula.

La motivazione dello slittamento, citata dallo stesso magistrato, è stata costituita dalla impossibilità di notificare a tutti la data già slittata a oggi dell’udienza dello scorso 8 ottobre.

In caso di accoglimento della richiesta di giudizio abbreviato inoltrata dal suo legale Giuliano Milia, D’Alfonso sarà giudicato nell’ambito dell’udienza preliminare rinunciando alla fase dibattimentale in cambio di uno sconto di un terzo della pena.

Questa forma di giudizio eviterà rallentamenti del processo: l’ex sindaco di Pescara è un probabile candidato alle primarie per il centrosinistra alla Regione e la richiesta va letta come un ‘accelerazione’ della definizione della sua posizione.

L’INCHIESTA

Commesse pubbliche affidate in cambio di contropartite economiche che consistevano in contratti di consulenza e assunzioni clientelari.

Questo è, secondo le tesi dell’accusa, il cuore dell’inchiesta, che si è concentrata, in particolare, sull’aggiudicazione fraudolenta in favore della società “Ecosfera” di una gara pubblica per “l’affidamento in appalto del servizio di valutazione in itinere del programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013”.

Le indagini del pubblico ministero Antonietta Picardi hanno contestato anche altre vicende tra cui l’assegnazione in favore della Cyborg Srl di una commessa relativa alla realizzazione di un software per il monitoraggio del Por Fers 2007/2013.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici e occultamento di atto pubblico.

I 12 indagati per i quali il pm ha chiesto il processo sono Duilio Gruttadauria, presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera; la moglie Anna Maria Teodoro, socio Ecosfera; Lamberto Quarta, consulente della stessa società; Giovanna Andreola, detta Vanna, già dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo e oggi a capo del settore Stampa; il marito Michele Galdi, consulente di due società che, secondo i pm, possono essere ricondotte a Ecosfera; Corrado Troiano, socio della società Cyborg Srl; Mario Gay, vice presidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics) che ha sede a Roma; Luciano D’Alfonso, ex sindaco di Pescara; Camillo Cesarone, ex sindacalista ed ex capogruppo del Pd in Consiglio regionale; Bernardo Notarangelo, già presidente della commissione di gara relativa all’appalto contestato dalle indagini; Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione Abruzzo e assessore all’Attività produttive; Domenico Peca, ritenuto prestanome per alcune attività di Ecosfera.