L’AQUILA – “La corruzione è il vero cancro della democrazia e contribuisce ad affogare il sistema economico del Paese, ma è ancora più disgustosa e inaccettabile quando cerca di approfittare dei soldi del terremoto e di speculare in ogni fase della ricostruzione”.
Lo afferma l’assessore al Bilancio del Comune dell’Aquila Lelio De Santis (Idv), in riferimento all’inchiesta che ha portato alla perquisizione del direttore dell’Ufficio coordinamento ricostruzione, Gaetano Fontana, del suo braccio destro Enrico Nigris e del professore universitario Marco D’Annuntiis.
“Che una parte del ceto politico soffra di questo vizietto è noto – sottolinea De Santis – ma che il livello tecnico e dirigenziale, spesso favorito da gestioni commissariali, senza controllo democratico, sia ancora più predisposto al guadagno facile o soltanto più sensibile al sistema di potere è altrettanto evidente”.
“Oggi si capisce maggiormente l’ostinazione della politica anche per la vicenda del terremoto a mantenere la gestione commissariale e a nominare spesso super tecnici ai vertici di processi decisionali, come Fontana, buono per tutte le stagioni”, aggiunge l’esponente dipietrista.
“La stessa idea del ministro Barca di pensare a due tecnici per guidare gli Uffici speciali di coordinamento, al costo di 200 mila euro ciascuno – attacca De Santis – desta perplessità e non risponde a nessuna logica di efficienza e di risparmio”.
“Il passaggio a una gestione ordinaria deve avvenire a tutti i livelli senza zone d’ombra e senza super tecnici mascherati: la ricostruzione deve avvalersi delle strutture dei Comuni e delle professionalità locali, oltre che svolgersi in modo trasparente e con il controllo dei cittadini”, afferma ancora l’assessore.
“Mi sembra doveroso, in attesa dei pronunciamenti della magistratura, che Fontana e tutti gli altri indagati facciano un passo indietro, per ridare un po’ di fiducia ai cittadini, disgustati dal ripetersi di casi incresciosi di corruzione – conclude De Santis – Non guasterebbe anche una sana autocritica da parte di chi ha voluto in posti così delicati personaggi come Fontana”.



