L’AQUILA – Sono attese per domani mattina, salvo ulteriori slittamenti, le sentenze del Tribunale federale nazionale della Figc relative al secondo filone dell’inchiesta ‘Dirty Soccer’ sul calcioscommesse, avviata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, in cui sono coinvolti anche L’Aquila Calcio e l’ex responsabile dell’area tecnica rossoblù Ercole Di Nicola.
Per la società aquilana, si spera che il -31 e 200 mila euro di ammenda si arrivi a una decina di punti e una somma molto più bassa da sborsare.
Dopo 19 giorni di camera di consiglio, al vaglio dei giudici (presidente Sergio Artico), sono passate le posizioni di 28 società tra Serie B, Lega Pro, Lega Dilettanti (Serie D e campionati di Eccellenza di Campania, Calabria, Puglia e 49 soggetti (stralciate quelle di Carluccio, Magni e Ingrosso) riconducibili ai club in questione.
Stando a quanto trapela, alcune delle richieste della procura federale sarebbero state ritenute eccessive dal Tribunale, nel dispositivo potrebbero dunque verificarsi alcune riduzioni, soprattutto per quanto riguarda le società più colpite nelle penalizzazioni: a tal proposito, sperano in uno sconto, oltre all’Aquila, anche Neapolis (-22 punti e 5.000 euro di ammenda) e Pro Patria (-20 punti).
Possibile, inoltre, che le società per le quali è stato richiesto 1 punto di penalizzazione per responsabilità presunta possano cavarsela con una semplice ammenda. Tra queste, ci sarebbe anche il Livorno, unico club di Serie B a processo.
Per quanto riguarda gli altri club di Lega Pro, di seguito le altre richieste della procura federale: Akragas (-4 punti e 4.700 euro ammenda), Catanzaro (-3 punti e 30.000 euro di ammenda), Juve Stabia (-3 punti), L’Aquila (-31 punti e 205.000 euro di ammenda), Santarcangelo (-12 e 135.000 euro di ammenda), Savona (-3 punti e 30.000 euro di ammenda) e Tuttocuoio.






