L’AQUILA – “Devi resistere… Devi resistere… Falli litigare, come qua da me!… Io sto senza società, che me ne frega, avvocà!… Io faccio i cazzi miei e basta!… Finito!… Non devi avere scrupoli, non devi avere scrupoli…”.

Era questo il “consiglio” che il responsabile dell’area tecnica dell’Aquila Calcio, Ercole Di Nicola, arrestato come una delle figure centrali nel nuovo scandalo calcioscommesse, dava al suo sodale e collaboratore Enzo Nucifora, ds della Torres, come risulta da un’intercettazione telefonica del 22 dicembre 2014 contenuta nelle 1.263 pagine che motivano il fermo di indiziato di delitto disposto dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

“Di fronte a Nucifora che gli chiedeva consiglio su cosa convenisse fare di fronte alle difficoltà amministrative che la gestione della sua società (Torres) stava attraversando, Di Nicola suggeriva all’amico di fare come lui e preoccuparsi solo dei propri affari”, scrivono i pm.

“Cotanta ‘lezione’ era impartita da Di Nicola approfittando dello sfogo dell’amico Nucifora il quale, al cospetto di una situazione societaria, a suo dire, precaria, in seno alla sua squadra, chiamava il fidato amico e collega perché gli consigliasse cosa fare”, proseguono.

 “…Tu mi devi dire se devo resistere oppure non deve resistere, che devo fare?…”, chiede l’ex direttore sportivo di Pescara e Chieti.

Di Nicola invitava inoltre Nucifora a “piazzare giocatori con loro compiacenti, rassicurandolo che gli avrebbe detto lui cosa fare”. “…Devi mettere due o tre giocatori nostri dentro… che a salvezza acquisita dopo te lo dico io che devi fare…”, declama il ds aquilano.

Per la procura antimafia, “questa conversazione lasciava trasparire evidente la partecipazione di Nucifora ai loschi affari di Di Nicola, tratteggiando un rapporto di ‘dipendenza funzionale’ del primo al secondo, in virtù del quale Di Nicola dettava le direttive da seguire per approfittare della propria funzione di professionista del calcio piegandola ai propri interessi”. (alb.or.)