CELANO – Saremo ripetitivi e noiosi ma la musica non cambia: ogni domenica per il Celano è una finale.
A dire la verità, per essere pessimisti ma nello stesso tempo maledettamente realisti, ogni partita oramai è una lenta agonia verso la Serie D. Il Celano è un malato terminale, indifferente anche alle cure Petrelli e Facciolo; ogni tanto dà segnali di vita (vittoria con l’Arzanese), ma è solo un’illusione perché poi richiude gli occhi e torna a vegetare (sconfitte con Catanzaro, L’Aquila, Fano).
Anche quella di domani a Vibo Valentia, contro una Vibonese inguaiata in piena zona play-out ma con elevate chance di salvezza diretta, rappresenta per i marsicani un bivio: eutanasia o sopravvivenza? Una sconfitta accelererebbe il primo processo, una vittoria o un pareggio il secondo.
Nel frattempo, il presidente Ermanno Piccone ha già staccato la spina e annunciato che a giugno lascerà il timone della società perché stufo e deluso dal disinnamoramento della città.
Michele Facciolo, invece, continua a crederci, un po’ per retorica (è costretto a farlo) e un po’ perché forse crede veramente nel miracolo. Domani a Vibo mancherà lo squalificato Marfia, dopo l’ ennesimo cartellino rosso della stagione subito mercoledì scorso contro il Fano. Nella Vibonese, rientrano Alletto e Coco mentre si fermano ai box Benincasa (infortunato), Caridi e Di Berardino, entrambi squalificati.
Arbitrerà l’incontro il signor Baldicchi di Città di Castello.
La probabile formazione (4-3-3): Liverani, Furno, Rapino, Bianciardi, D’Angelo, De Risio, Barbetti, Granaiola, Sciamanna, Puntoriere, Croce. All. Facciolo. (g.giar.)






