CHIETI – Alla sua prima esperienza tra i professionisti, Silvio Paolucci non ha deluso le aspettative, ha fatto centro e impressionato con il bel gioco.
Arrivato la scorsa estate in punta di piedi, dopo aver preso in mano la pesante eredità lasciata da Vincenzo Vivarini, il tecnico di Tollo si è conquistato a suon di risultati la fiducia del gruppo, della società e dell’intera città.
Ben 61 punti in 37 giornate, quarto posto solitario e le porte dei play-off spalancate: il cammino della Paolucci band è stato esaltante e, adesso, tutti hanno puntato gli occhi sul tecnico e sui giovani neroverdi dalle belle speranze.
Lui, Paolucci, nonostante le sirene di mercato della Prima Divisione, resta con i piedi per terra.
“È ancora presto per parlare del mio futuro – spiega il tecnico neroverde – ma quello che posso fare fin da ora è ringraziare il presidente Bellia che mi ha dato questa grossa opportunità”.
Fiore, Bigoni, Amadio, Alessandro, Sabbatini, Del Pinto, Migliorini, Anastasi e Malerba sono i pezzi pregiati della boutique teatina, ma la sensazione è che tutti potrebbero rimanere se il Chieti dovesse salire in Prima Divisione.
La filosofia della società è chiara: se dovessero arrivare offerte di club prestigiosi e più importanti di quello teatino, nessuno si opporrà alla cessione dei propri gioielli.
Sul rinnovo o meno di Paolucci e sul calciomercato, però, si tornerà a parlare a giugno perché adesso la testa è tutta rivolta allo sprint finale.
La prima tappa è quella di Eboli dove Cristo si è fermato ma dove il Chieti, invece, vuole continuare a correre per allungare a sette la serie di risultati utili consecutivi e per incrementare il vantaggio sull’Aquila, impegnata in casa con il Gavorrano.
Scontate le assenze di Migliorini (squalificato) e Berardino (cervicale), in dubbio anche la presenza di Lacarra che lamenta una contusione al bicipite femorale della gamba destra.






