L’AQUILA – Se L’Aquila Calcio non vuole disputare i play off di Seconda Divisione, basta dirlo.

Almeno i già pochi paganti non si prenderanno più la briga di andare ogni 15 giorni allo stadio “Tommaso Fattori” e assistere a spettacoli che si sono fatti via via sempre più indecorosi, per culminare nella sconfitta interna di oggi per 2-1 contro il Neapolis, una squadricciola.

Se la società del presidente Elio Gizzi versa in difficoltà economiche e sta tirando i remi in barca, lesinando compensi e altro ai calciatori per non capitolare a luglio, basta che lo dica, così magari si spiegheranno certe prestazioni inguardabili di calciatori che nella prima parte dell’anno sembravano fenomeni e oggi sono diventati misteriosamente brocchi.

Se la campagna di rafforzamento di gennaio è stata fatta tanto per fare, con pochi spicci, per i motivi di cui sopra, pure basta dirlo, anzi, bastava dirlo con più chiarezza di quanto non si sia fatto.

Se lo spogliatoio è rimasto spaccato dalla faida tra il consulente di mercato Ercole Di Nicola e l’ormai ex direttore tecnico Gianni Califano, con i giocatori del primo che non vanno troppo d’accordo con quelli del secondo, anche questo basta dirlo: almeno si capirà perché, nonostante la caratura di alcuni nomi, ormai da troppi mesi questa squadra gioca sempre peggio.

E mentre prima arrivavano spesso almeno i risultati, ora cominciano a scarseggiare anche i punti, e la partecipazione agli spareggi promozione mica appare poi così sicura.

Il che riporta al discorso iniziale: L’Aquila Calcio vuole i play off? Oltre dieci anni fa, dopo aver chiuso il girone d’andata al primo posto, una capolista rossoblù infarcita di campioni ma con il budget esaurito e una montagna di debiti che sarebbero emersi solo dopo, riuscì a disputare un girone di ritorno talmente pessimo che precipitò fuori la zona spareggi.

Stavolta il compito è molto più facile, visto che i rossoblù hanno già tre squadre davanti e se continuano di questo passo presto diventeranno quattro, cinque e sei, mandando all’aria una classifica che si era incanalata verso un blindatissimo quarto posto che spedirebbe in tutta serenità agli spareggi.

Se tutto quanto scritto fin qua è sbagliato, la truppa rossoblù, dirigenti, tecnici e calciatori, cominci a dimostrarlo dalla prossima, difficilissima trasferta di Lamezia, cercando di rattoppare una crisi annusata a gennaio e febbraio e ora esplosa con violenza inaudita.

Se invece tutto questo è giusto, appunto, basta dirlo.

La cronaca. Poche emozioni nel primo tempo. Alla mezzora Foggia si presenta solo in area, si libera di Garaffoni ma calcia fuori da dentro l’area. Un minuto dopo replica L’Aquila: Perfetti ci prova da fuori area, la palla va poco alta sulla traversa.

Nella ripresa al 3′ subito pericolosa L’Aquila con il terzino Simoncini che prova un tiro dalla destra diretto all’incrocio, ma è bravo Ambrosio a deviare in angolo. Al 10′ Improta approfitta di un rimpallo e si incunea in area sull’out sinistro, il suo diagonale attraversa lo specchio della porta e termina fuori d’un soffio. Due minuti e Prete dalla apre per Capparella, che si libera con una finta ma la sua conclusione a giro va alta. Al 21′ clamorosa occasione per gli ospiti. Foggia parte sul filo del fuorigioco e solo davanti a Modesti indirizza bene, ma è miracoloso il tocco del portiere che in tuffo plastico devia d’istinto di mezzo millimetro, mandando la palla fuori. Deviazione talmente impercettibile, per quanto decisiva, che l’arbitro dà rimessa dal fondo. È il preludio al gol del Neapolis. Dopo un’azione confusa in area, Pellecchia è il più veloce di tutti a sparare in porta il gol dell’1-0. Al 33′ buon tiro di Cavaliere dal limite dell’area, la palla dà solo l’illusione del gol e va fuori. Al 35’, mentre L’Aquila si sforza di raddoppiare, c’è un clamoroso errore di Modesti che liscia la palla, Manco si ritrova la porta spalancata ed entra tra i pali con tutta la sfera. Sembra finita ma c’è il tempo per la rete della bandiera. Al 4’ di recupero l’arbitro accorda un rigore ai rossoblù per un fallo di mano di Caggianelli, Improta realizza dagli undici metri.

L’Aquila: Modesti 5, Simoncini 6, Prete 5,5, Perfetti 5, Garaffoni 5, Ruggiero 5,5, Improta 5,5, Catinali 5, Pietrella 5 (15′ st Cunzi 5), Capparella 5 (30’st Pianese n.g.), Piccioni 5 (26′ st Cavaliere 5). All. Ianni

Neapolis: Ambrosio 6, Monticelli 6, Cariello 6, Palumbo 6,5, Silvestre 6, Polverino 6, Bonanno 6,5, Marinucci 6, Foggia 5,5 (30′ st Caggianelli n.g.), Moxedano 5,5 (19′ st Pellecchia 6,5), Carotenuto 6 (11′ st Manco 6,5). All. Ferazzoli

Arbitro: Losito di Pesaro 6,5

Reti: 25′ st Pellecchia, 35′ st Manco, 48′ st Improta (rig.)

Note: spettatori 440 circa per un incasso di 2.800 euro circa. Calci d’angolo 8-2 per L’Aquila. Ammoniti Bonanno  e Caggianelli

NOVANTUNESIMO


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 di Alessia Lombardo