L’AQUILA – “Abbiamo una squadra con sei giocatori da serie B! Dovremmo mangiarci tutti, e invece…”.

Uragano Corrado Chiodi sull’Aquila Calcio. È un presidente a dir poco imbufalito quello che commenta la ‘stecca’ esterna dei rossoblù, il pareggio per 1-1 a Pontedera, peraltro contro la terza forza del girone B di Seconda Divisione.

Un risultato luci e ombre, arrivato dopo un primo tempo ottimo e un secondo pessimo. E se per mister Maurizio Ianni il bicchiere è mezzo pieno, “ma dobbiamo imparare a gestire le partite”, per Chiodi è mezzo vuoto, anzi, forse tutto.

“Sono incazzato nero – esordisce il patron – Tutti i presidenti delle altre squadre mi dicono le stesse cose, mi chiedono dove voglio arrivare, mi fanno i complimenti per acquisti come quelli di Francesco Ripa, e poi sono costretto ad assistere a simili prestazioni”.

Oggi è prevista una riunione tecnica che si annuncia incandescente. “Convocherò il tecnico e il responsabile dell’area tecnica, Ercole Di Nicola, e dirò loro che pretendo la svolta – tuona Chiodi – Quella di domenica prossima contro l’Aprilia deve essere la gara decisiva di tutto il campionato, altrimenti prenderò provvedimenti”.

Nel frattempo, mercato congelato in entrata e in uscita. “Si parla di arrivi e di partenze, ma io metto le firme e resta tutto fermo fino a questa riunione, ora mi sono scocciato”, ribadisce.

Chiodi entra nel merito e dice la sua anche sul piano tecnico. “Il modulo 4-3-3 ci consuma troppo, paghiamo nel secondo tempo, contro i toscani siamo stati in bambola. Io avrei cambiato, io cambierei modulo”.

La questione dello schieramento da rivedere non sfugge a Ianni che ammette “ora non siamo capaci di cambiare a partita in corso”, ma non tralascia alcune obiezioni. “Nel 4-4-2 Improta lo vedo in attacco e quindi avremmo bisogno di un esterno – snocciola – mentre per il 4-3-1-2 ci manca la mezzapunta, anche se ci consentirebbe di far giocare insieme Infantino, che lavora per la squadra, e Ripa, che è più un finalizzatore. Vedremo quali occasioni ci offrirà il mercato”.

A differenza del suo presidente, il mister non è eccessivamente rammaricato dal pari. “Avremmo potuto segnare il 2-0 e sono sicuro che sarebbe andata diversamente – spiega – Dalla panchina ho urlato, possiamo e dobbiamo migliorare”, conclude.

Oggi a urlare sarà, probabilmente, anche Chiodi.