GIULIANOVA – La stagione 2011/2012 sarà annoverata tra le più nefaste della storia del Giulianova.
La maledizione continua e non dà tregua ai giallorossi: un’insanabile crisi societaria, lo spettro del fallimento, l’emergenza infortuni, la mancanza di risultati e, come se non bastasse, anche il caso Terrenzio.
La predizione dei Maya forse sarà avverata, sta di fatto che il tecnico Tiziano De Patre ha molte gatte da pelare.
Per ultima, quella del difensore Francesco Terrenzio che ieri in occasione della partita persa contro il Fano, ha dato in escandescenza e ha cercato di venire a contatto con i tifosi giuliesi che lo contestavano incessantemente dall’inizio della partita.
Alla base della lite la decisione di Terrenzio di mettere in mora la società, non digerita dal pubblico di fede giallorossa che ha scatenato il parapiglia anche in tribuna dove erano presenti il padre e la fidanzata del calciatore.
Al 38′ del secondo tempo, Terrenzio ha chiesto il cambio ma prima di raggiungere gli spogliatoi si è arrampicato con tono minaccioso sulla rete che separa il campo dalla tribuna ed è stato trattenuto a fatica dai suoi compagni di squadra.
Un gesto da condannare, sintomo della crisi irreversibile e dell’aria tesa che si respira a Giulianova.
“Un gesto clamoroso – ha spiegato De Patre – assolutamente ingiustificabile: posso capire che quando si tocca la famiglia un ragazzo può risentirne ma in un campo di gioco questi comportamenti sono inammissibili”.
Terrenzio ormai vive da separato in casa e l’unica soluzione sensata sarebbe quella di cederlo nelle ultime ore di mercato. (g.giar.)
A tal proposito nel rush finale della finestra invernale il Giulianova potrebbe perdere altri pezzi di un mosaico che va via via sgretolandosi.
Faragalli è richiesto dal Catania, Sorrentino ha espressamente dichiarato al presidente D’Agostino la necessità di voler andare via perché non riesce a pagare l’affitto e anche altri sono sul punto di abbandonare la nave che affonda.
Federico Del Grosso, giuliese doc, non risparmia frecciatine al lassismo dell’imprenditoria locale: “La gente parla solo per apparire sui giornali e se vuole darti una mano finisce solo per buttarti ancora più giù. Da giuliese mi viene da ridere sentir parlare di fallimenti pilotati o di fusioni con il Cologna Paese”.
Che ne sarà del Giulianova? Impossibile dare una risposta ora, ma l’aria che si respira non lascia presagire nulla di buono.






