L’AQUILA – “Miccoli è stato un grande, ma io mi tengo tutta la vita Claudio De Sousa!”.

Non ha dubbi mister Giovanni Pagliari il giorno dopo l’impresa dell’Aquila Calcio che, ieri sera in notturna, per la prima volta nella storia ha sbancato lo stadio “Via del Mare” di Lecce nella seconda giornata del campionato di Prima Divisione.

Pagliari oltre che dall’impresa è reduce anche dall’odissea del viaggio di ritorno, che ha visto la comitiva rossoblù tornare nel capoluogo, festante ma esausta, solo alle prime luci dell’alba.

Contento ma senza esaltarsi troppo per lo storico successo, più per i tifosi e i calciatori che per se stesso, il mister non si monta la testa, “siamo solo all’inizio”, e ancora non elegge il modulo preferito tra il 4-2-3-1 visto in casa con il Prato all’esordio e il 4-3-3 sciorinato nella seconda metà di quella partita e, soprattutto, nel Salento, dove ha portato alla vittoria.

Mister il giorno dopo la grande impresa, come sta?

Sono stanco per il viaggio, ho dormito poco e siamo arrivati alle 5, ma finché si vincono sfide così vanno bene anche viaggi che non finiscono mai.

Alla vigilia si diceva che L’Aquila ci avrebbe provato, ma ci credeva davvero a una vittoria?

Quando preparo una partita ho sempre fiducia sui ragazzi, basta avere la voglia, l’organizzazione, il cuore, la passione, non prepariamo mai una partita per pareggiare o per perderla. Se vinci qualcosa hai azzeccato, anche se molte cose non sono andate. Questo risultato serve per l’autostima dei ragazzi e per crederci che possono giocarsela con tutti.

Al di là del risultato, il gioco le è parso migliorato rispetto all’esordio casalingo con il Prato?

Anche il secondo tempo contro di loro era stato buono, abbiamo preso una traversa, c’è stata una crescita. Lavoriamo su due moduli e poi, però, il modulo lo fanno i giocatori. Per il 4-3-3 bisogna vedere il numero di centrocampisti e quali ci sono, ora l’importante è che i ragazzi sappiano occupare lo spazio nei due moduli.

Tra gli altri, a Lecce è stato decisivo con un suo guizzo Claudio De Sousa. Quelli sono i suoi gol.

Sono i suoi numeri, davvero straordinari. È un ragazzo che merita, prima di tutto una persona seria a cui tutti vogliono bene. E poi ha qualità non comuni per questa categoria.

Meglio lui di Miccoli, nel confronto diretto.

Preferisco tutta la vita Claudio! In Prima Divisione il passato non conta, anche se di tutto rispetto, Miccoli è stato un grande giocatore ma io logicamente sono contento di allenare De Sousa.

A proposito di Miccoli, su di lui è stata molto efficace la marcatura di Gizzi, che nel precampionato era stato un po’ criticato.

È stato autore di due salvataggi bellissimi, ha giocato concentrato. Gizzi è chiacchierato ma lo sappiamo perché (è il figlio dell’ex presidente e attuale amministratore delegato, ndr). Io non faccio favori né sfavori, non è giusto che abbia un vantaggio ma neanche che abbia uno svantaggio per cose che non gli competono. L’ho visto bene in settimana, gli ho dato una possibilità e l’ha sfruttata bene. Io per queste cose sono un cane sciolto, per me è importante solo quanto si dimostra sul campo.

La loro bella parte l’hanno fatta anche i tifosi, pochi rispetto a 5 mila leccesi ma molto, molto rumorosi…

Sono stati straordinari e per tutto il match a petto nudo! Hanno cantato un’ora e mezzo, con qualcuno di loro ho rapporti anche su Facebook e sono contento che il loro viaggio di ritorno sia stato più corto perché quando torni a casa dopo una vittoria così, l’emozione rimarrà per sempre.

Si pensa già al Pisa, come preparerà la sfida e confermerà la squadra?

Mercoledì e giovedì avremo una doppia seduta. Vedo sempre l’allenamento come va. Ciciretti rientra, vediamo Di Maio come sta, l’importante sarà mantenere l’umiltà e i piedi per terra perché questo è solo l’inizio.