PESCARA – E’ morto all’ospedale di Udine Giovanni Galeone, ex allenatore del Pescara dei miracoli, e poi del Napoli e dell’Udinese. Aveva 84 anni.
Alla guida dei biancazzurri ha ottenuto le promozioni in A nel 1987 e nel 1992, nel segno di un calcio offensivo e spettacolare, con il modulo 4-3-3 come firma d’autore.
Era considerato il grande maestro di Gasperini e Allegri, che tra l’altro si sfideranno stasera nel big match in agenda a San Siro. In carriera Galeone ha ottenuto quattro promozioni nel massimo campionato, due con il Pescara, una con l’Udinese e una con il Perugia.
Nato a Napoli il 25 gennaio del 1941, Galeone – che da calciatore (era un centrocampista) ha indossato le maglie di Ponziana, Monza e Udinese fino al 1974 – ha allenato anche Como e Spal.
Nella stagione 1986-1987 da allenatore approdò al Pescara e, con una squadra costruita per il campionato di Serie C1, e ripescata in Serie B, ottenne il primo posto in classifica, conquistando la promozione in Serie A grazie alla vittoria all’ultima giornata contro il Parma.
La squadra abruzzese ottenne, con la sua guida nella stagione successiva, la permanenza nella massima serie, registrando vittorie clamorose contro l’Inter di Giovanni Trapattoni per 2-0 a San Siro e contro la Juventus per 2-0 allo Stadio Adriatico. Nella stagione 1988-1989 la squadra subì la retrocessione all’ultima giornata in Serie B; l’allenatore, dopo una breve parentesi a Como, ritornò alla guida degli abruzzesi nella stagione 1990-1991, ottenendo in due anni una salvezza in Serie B e una promozione in Serie A.
Tornato nella massima serie nella stagione 1992-1993, Galeone venne esonerato dopo 24 gare: si segnalano, tuttavia, alla prima giornata la vittoria sul campo della Roma per 0-1 e, alla seconda giornata, il 4-5 con il quale il Pescara perse all’Adriatico contro il Milan dopo essere stato in vantaggio per 4-2.
Nella stagione 1999-2000 tornò ad allenare per la terza volta il Pescara, concludendo il campionato di Serie B al 14º posto. Nella stagione successiva non fu riconfermato alla guida del Pescara, ma successivamente, nel novembre del 2000, vi fece ritorno per la quarta volta, subentrando al posto di Delio Rossi; nel gennaio del 2001, tuttavia, fu esonerato dopo 9 gare e rimpiazzato da Tarcisio Burgnich.
Scrive il sindaco di Pescara Carlo Masci: “Non serve essere tifosi, per essere tristi in queste ore. Oggi Pescara ha perso un pezzo importante della sua storia recente, e credo che non sia necessario essere un appassionato di calcio biancazzurro per provare un grande dispiacere per la morte di Giovanni Galeone. Il “profeta” è stato l’uomo delle grandi imprese calcistiche, perché con lui la nostra squadra ha vissuto il brivido di due promozioni in serie A, perché solo con lui il Pescara è riuscito a restare nella massima divisione. Con Galeone abbiamo visto, applaudito e vissuto dagli spalti partite memorabili, con lui il Pescara è riuscito a sfidare a testa alta anche le squadre più temibili, e non c’era avversario che lui temesse perché sapeva di poter vincere, come poi accadeva: con il grande mister a capo della squadra, il Pescara era sempre effervescente, sempre pronto all’attacco, sempre al massimo, spumeggiante e coinvolgente. Puntava costantemente oltre, identificandosi perfettamente con la nostra città che da sempre ha voluto crescere e migliorarsi e questo lo ha fatto entrare nei nostri cuori.
Non era nato a Pescara, è vero, ma questo era un dettaglio trascurabile perché ben presto il mister è diventato pescarese di adozione, uno di quelli che ha amato la città adriatica incondizionatamente, e il suo amore viscerale è stato ricambiato dai pescaresi con un trasporto mai visto per nessun altro nel mondo dello sport. Perché questa passione per la nostra Pescara, il suo sentirsi a casa, ha consentito a Galeone di entrare nel cuore di ognuno di noi. Nel suo mestiere mai facile era un grande, ed è stato il maestro di molti, ma c’è di più: i suoi modi schietti, diretti, profondamente umani, senza spocchia, il suo sorriso, la sua ironia, lo hanno reso unico e lo hanno fatto entrare nella storia di Pescara, senza se e senza ma. A Giovanni, che ho avuto l’onore di conoscere ai tempi di quel Pescara immenso, dico un grandissimo grazie, a nome della città, perché con lui abbiamo vissuto tutti il calcio più bello, un calcio champagne capace di emozionare, e perché ha lasciato un segno, è diventato un mito, entrando a pieno diritto tra gli indimenticabili. Sono certo che Pescara saprà ricordarlo degnamente, dandogli il giusto riconoscimento, un meritato tributo per tutto ciò che ci ha regalato, e faremo in modo che ciò accada”.
“Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Giovanni Galeone, figura indimenticabile del calcio italiano e simbolo di stagioni straordinarie per la città di Pescara e per tutto l’Abruzzo sportivo. Con la sua guida carismatica e la sua visione innovativa del gioco, Galeone seppe infondere entusiasmo, orgoglio e identità a una squadra e a un’intera comunità. A distanza di anni, l’affetto e la riconoscenza dei tifosi pescaresi testimoniano quanto profondo sia stato il segno lasciato dal mister. A nome personale e dell’intera giunta regionale, mi unisco al dolore dei familiari e di tutti coloro che a Pescara e in Italia ne piangono la scomparsa”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.





