L’AQUILA – Dall’altare alla polvere. Non è un verso di Manzoni per Napoleone, ma il riassunto fin qua della breve e intensa carriera sportiva del giovane esterno albanese Jurgen Hoxha, ormai aquilano di adozione.

Una storia di calcio come tante, forse troppe, di giovani talentuosi “sedotti e abbandonati” dopo qualche stagione dalle società maggiori che si curano esclusivamente del “dio” business.

Cresciuto calcisticamente nel Valle Aterno, nota “fabbrica di talenti” dell’Aquilano, Jurgen è approdato nelle giovanili dell’Aquila Calcio per poi “spiccare il volo” per Palermo a gennaio 2011.

Approdato alla corte del vulcanico Maurizio Zamparini nella formazione Primavera, con il club rosanero ha respirato aria di serie A guardando da una posizione privilegiata grandi campioni, da Javier Pastore a Fabrizio Miccoli.

Sei mesi di fuoco, quelli del giovane calciatore extracomunitario, che ha dovuto fare i conti in Sicilia con infortuni che lo hanno portato alla mancata riconferma.

Tornato a casa a inizio stagione 2011/2012 per firmare nuovamente con il club rossoblù, ha poi ricevuto un altro no, a suo dire legato “a motivi economici”, tanto da scegliere temporaneamente di militare nell’Aquilana, formazione di Prima categoria girone A.

Un anno di purgatorio nei dilettanti quello di Hoxha, ancora privo di una figura ormai chiave come quella del procuratore, che nonostante questo con molta umiltà e pazienza continua a perseguire la propria passione.

A parte l’interessamento di una società di serie D siciliana nel mercato invernale, il calciatore non ha potuto traferirsi perché nei dilettanti uno “straniero” può essere tesserato nell’arco di una stagione con un solo club, a differenza dei compagni italiani che possono cambiare fino a tre squadre.

Definito dal responsabile del settore giovanile del Fossa Valle Aterno, Gianfranco Di Marco, che l’ha cresciuto, un ragazzo “bravo ed educato dall’importante padronanza con il pallone e inarrestabile nella progressione”, Hoxha coglie la palla al balzo per raccontare ad AbruzzoWeb la sua “telenovela”, sottolineando di non volersi dare per vinto e fornendo qualche anticipazione sulle scelte che intraprenderà nella prossima stagione. 

Hai dato i tuoi primi calci nella Valle Aterno. Come è nato tutto?

Abitavo a Tempera (L’Aquila), ma avevo alcuni miei amici che giocavano lì, così ho deciso di andare ad allenarmi con loro, sono piaciuto e mi hanno tesserato subito. Sono stato due anni nella formazione dei Giovanissimi con il mister Massimo De Rosa. Poi sono passato un anno negli Allievi guidati da Gabriele Perilli (oggi allenatore della Maco L’Aquila formazione di Calcio a cinque, ndr). 

Come sei arrivato nel Palermo?

Nella stagione 2009-2010 ero negli “Allievi” dell’Aquila Calcio, allenato dal mister Pierpaolo Rotili, abbiamo vinto il campionato e sono stato il capocannoniere della squadra. Nella finalissima regionale abbiamo perso con la River 65, squadra di Chieti. La stagione successiva L’Aquila è andata in Lega Pro e io ho giocato con la “Berretti”, poi sono piaciuto a degli osservatori del Palermo e a gennaio sono stato comprato a una cifra importante dal club palermitano.

Da una Primavera importante come quella dei rosaneri oggi in Prima categoria. Cosa è successo?

Sono arrivato a Palermo nella stagione 2010/2011 e mi allenava Paolo Beruatto (ex giocatore del Torino e della Lazio, ndr). Purtroppo ho giocato poco perché per molto tempo sono stato infortunato: ho avuto uno stiramento al tendine e problemi alla rotula del ginocchio. A fine stagione non mi hanno rinnovato il contratto e, nonostante interessassi a squadre importanti, come per esempio il Foggia, sono tornato a casa.

Sono rimasto in contatto con L’Aquila Calcio e dovevo firmare con i rossoblù, ma per giocare con la Berretti occorrono contributi e la società non era interessata a pagare per un ’93. Quindi devo per forza stare un anno nei dilettanti per poi riprendere i rapporti, per la prima squadra o per le giovanili, con un club professionistico. Così ho deciso di andare nell’Aquilana. 

Gli infortuni non ti hanno dato tregua.

Purtroppo ho avuto altri due strappi nello stesso punto e sono stato fermo altri due-tre mesi. In totale ho subìto sei strappi al flessore della gamba destra e, grazie a numerose sedute di fisioterapia, oggi sono tornato in campo.

Se potessi scegliere dove ti collocheresti in campo?

Sono una seconda punta che può giocare, nel 4-3-3, da esterno sia a destra che a sinistra. Mi piace variare e sono a servizio dell’allenatore e della squadra.  

Quali sono i tecnici fondamentali per la tua crescita calcistica?

Principalmente due. Sicuramente Rotili e Sergio Lo Re, che attualmente allena la formazione “Berretti” dell’Aquila Calcio.

Torniamo all’esperienza siciliana. Mettendo da parte gli infortuni che ricordi positivi hai?

Gli allenamenti erano davvero straordinari, soprattutto le partitelle in famiglia con la prima squadra. Fra tutti i calciatori della prima squadra mi trovavo meglio con Pajtim Kasami (centrocampista macedone di origini albanesi ndr). 

Sei cresciuto nel Valle Aterno, nota fabbrica di talenti. Sei ancora in contatto alcuni tuoi ex compagni in forza in società importanti?

Davide Di Fabio, oggi giocatore del Sassuolo, l’ultima volta l’ho visto un anno fa. Fabio Reato, anche lui andato al Milan (oggi gioca nella formazione Berretti del Pavia ndr), l’ho sentito qualche volta. Poi ci sono alcuni ex compagni che sono rimasti all’Aquila che sento come Giuseppe Pacifico, Claudio Scimia, Danilo Nicolai.

Anche se sei molto giovane avrai capito che nel calcio di oggi i procuratori sono indispensabili. Pensi di ingaggiarne uno?

Prima di tutto aspetto che termini la stagione agonistica in corso. Sono stato già contattato da un agente che è interessato a seguirmi. Non ambisco a una Lega Pro, ma almeno a giocare in una squadra di serie D. Credo che solo i “fenomeni” riescano ad andare avanti da soli, mentre io, che ho caratteristiche normali, devo per forza essere seguito da un procuratore. Questa storia ne è la riprova.  

E il passaporto?

Sicuramente farò il doppio passaporto. Tra qualche mese arriveranno tutti i documenti. Bisogna farlo per forza!