CHIETI – Col fiato sospeso ben oltre il novantesimo, ma alla fine è tripudio rossoblù.

L’Aquila Calcio vola alle finali play-off di Seconda divisione (contro il Teramo, vittorioso ad Aprilia per 0-1 dopo l’1-1 dell’andata), grazie alla sconfitta indolore per 1-0 in casa del Chieti e ai due gol segnati nella prima semifinale tra le mura amiche, e regala così ai propri tifosi l’emozione di una finale play-off a distanza di 13 anni dallo spareggio secco contro l’Acireale al ‘Partenio’ di Avellino (0-0, L’Aquila promossa nella vecchia C1, oggi Prima divisione, perché meglio piazzata in campionato).

I circa 400 supporters aquilani presenti allo stadio ‘Angelini’ di Chieti hanno sofferto per più di 90 minuti, con la paura tremenda di beccare il 2-0 che avrebbe spedito i padroni di casa neroverdi in paradiso e all’inferno una squadra, una società e una tifoseria arrivate in territorio teatino forti dei due pallini dell’andata.

Peccato per le assenze di parecchi ultrà causa rifiuto di sottoscrivere la tessera del tifoso, necessaria per entrare allo stadio in trasferta, ma canti e cori non sono affatto mancati, salvo quei minuti di morsa allo stomaco e ricordi di finali e semifinali gettate al vento, vedi Prato 2011.

Peccato pure per l’inadeguatezza del settore ospiti di uno stadio così importante come l”Angelini’: quasi impossibile guardare veramente la partita senza subire traumi da prospettiva per colpa di pochi gradoni che non permettono una visuale dall’alto, peraltro parecchio lontani dal campo per via della pista di atletica.

Peccato, sì, ma nulla di che se si pensa alla festa a gole impazzite al triplice fischio dell’arbitro Gersini di Genova, con i ‘cugini’ chietini usciti comunque a testa alta.

Ora sotto con il Teramo. La finale di ritorno il prossimo 16 giugno sarà in casa.

L’ultima di questo genere è roba da incubo, anno 1992. All’epoca c’era il Gualdo. All’Aquila è arrivata l’ora di riscrivere la storia.