CAGNANO AMITERNO – È stato un grande successo di pubblico e di critica l’ultimo libro presentato dal poeta dialettale Claudio Cucchiella, di Cagnano Amiterno (L’Aquila), avente per titolo “Da Pantanélli alla Còna”.
Il noto giornalista e scrittore Roberto Giacobbo, nel suo intervento, si è pubblicamente complimentato con l’autore, sostenendo che il dialetto è una lingua soprattutto parlata che Cucchiella è riuscito con competenza a far “atterrare” sulla carta pur essendo un’operazione di difficile attuazione.
“Come ha detto in più di un’occasione l’autore del libro”, si legge in una nota, “il suo contenuto non è una raccolta di poesie, bensì di racconti in rima, un viaggio nella memoria che parte dai ricordi di quando era bambino fino a quando è diventato adulto. Prendendo il via da piccoli ricordi di particolare significato per i sentimenti che suscitano e per il valore che hanno per lui. Cucchiella racconta squarci di vita vissuta, ricorda persone che non ci sono più, e che con parole rispettose, perfino affettuose, trasforma in personaggi, come ad esempio la poesia dedicata ad “Antòniu dé Cordó”, dove ci descrive la figura triste di un emarginato della società, ma lo fa con uno sguardo quasi tenero, certo consapevole della dignità della persona che ci sta raccontando”.
“Ma Cucchiella ci descrive anche vecchi luoghi, persi o cancellati dalla modernità, rievocandone profumi e atmosfere. La cosa forse più importante però, è che prova a salvare il nostro “dialetto”, ma forse è più corretto dire, la nostra “lingua” locale; quella che insomma Cucchiella, con queste sue poesie, si è preso l’impegno di ricordarci”.
Sulla scia di questo successo, i procuratori della festa della frazione Termine di Cagnano Amiterno, paese di origine di sua moglie Emanuela Grimaldi, una docente scomparsa nel 2014, gli hanno chiesto di leggere in pubblico le sue poesie il giorno 18 agosto alle 17.30. Leggerà le sue poesie anche Francesco Dalessandro, poeta nativo della medesima frazione del Comune di Cagnano Amiterno.






