L’AQUILA – L’uomo ritrovato senza vita, ieri mattina all’Aquila, sarebbe morto per cause naturali. Secondo gli inquirenti, dunque, non si tratterebbe di un omicidio, come ipotizzato in un primo momento, ma soltanto l’autopsia, che verrà effettuata nelle prossime ore, potrà sciogliere definitivamente questo nodo.

Il cadavere, in stato avanzato di decomposizione, è stato trovato ieri mattina all’interno del prato che si trova accanto la scuola di alta formazione Reiss Romoli del capoluogo abruzzese.

A fare il macabro ritrovamento, un giardiniere che si stava occupando del taglio dell’erba. Sulla vicenda sta indagando la Squadra Mobile della Questura dell’Aquila, diretta dal dirigente Tommaso Niglio, che ad AbruzzoWeb spiega: “Per ora non abbiamo elementi che potrebbero far pensare che l’uomo sia stato ucciso, il medico legale da una prima ispezione del corpo ha escluso che sia deceduto per cause esterne, questo perché sul corpo non sono stati trovati evidenti segni di violenza, ma soltanto l’autopsia potrà chiarire le cause”.

Resta il giallo sull’identità dell’uomo, morto da alcuni mesi, che si ipotizza possa avere un’età compresa tra i 40 e 50 anni.

E proprio il processo avanzato di decomposizione, anche dei polpastrelli, ha impedito l’identificazione attraverso le impronte digitali.

Stando a una prima ricostruzione, si tratterebbe di una persona senza fissa dimora, di origini straniere.

“Ci sono ancora dubbi sull’identità dell’uomo, stiamo svolgendo tutte le indagini del caso”, conclude Niglio. (a.c.p.)