PESCARA – “La sospensiva del Tar sul calendario venatorio riguarda gli orari giornalieri e le date di chiusura alla caccia rispetto alle linee guida fornite dall’Ispra”, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale..

Questa la spiegazione dell’assessore regionale alla Caccia Mauro Febbo, che dichiara: “la Regione si è preoccupata, come ormai da anni, di dare certezze sia ai cacciatori che agli organi preposti alla vigilanza, quindi  nulla di diverso in questo calendario c’era rispetto ai calendari degli anni precedenti”.

“In applicazione della sentenza – continua – di fatto si dovrà far espresso riferimento soltanto alla legge 157 del 92 che recita ‘La caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto'”.

Secondo Febbo, “è ben chiaro che questa generica indicazione può generare facilmente interpretazioni del tutto arbitrarie e quindi discutibili rispetto alla certezza degli orari indicati dalla Regione e comunque utilizzati ufficialmente dall’aeronautica militare”.

“Non di poco conto appare questa certezza – continua l’assessore – se si considera che in caso di incidenti, la contestazione da parte della vigilanza potrebbe configurarsi in modo completamente diverso dall’incidente di caccia, deprecabile ma sempre possibile”.

In ordine, poi, alla questione del discostamento delle date di chiusura rispetto alle linee guida dell’Ispra, per l’assessore “il Tar ne rileva soltanto l’inadeguata motivazione. Ora, chiaramente – continua – in questa fase la Regione provvederà ad adeguare le date come da ordinanza di sospensiva, ma sta già predisponendo ricorso al Consiglio di Stato, contro un’ordinanza che non si condivide”.

E ribadisce: “l’ordinanza è solo una sospensiva mentre la decisione di merito è rinviata ad aprile del prossimo anno e quindi appare del tutto ingiustificato il solito trionfalismo del Wwf, in quanto al momento l’attività venatoria può continuare senza sostanziali variazioni”.

“La Regione – sostiene ancora Febbo – ha attivato percorsi mai avviati prima in Abruzzo che condurranno per la prima volta a una vera gestione tecnico-scientifica della fauna e dell’ambiente scevra di qualsiasi condizionamento passionale e di parte da qualunque direzione provengano”.

“Ne è riprova – spiega – che finalmente viene attivato l’osservatorio faunistico regionale presentato nel recente convegno del 21 ottobre, in cui i migliori scienziati e tecnici faunistici italiani hanno dato indicazioni operative alle quali ci si atterrà, a dimostrazione dell’impegno e serietà con cui il sottoscritto intende gestire il settore”.

E infine l’assessore Febbo conclude: “Il convegno tra l’altro, ha ricevuto il plauso di tutti i partecipanti venuti anche da altre regioni d’Italia”.