L’AQUILA – Salvare dall’estinzione le cabine telefoniche del centro storico dell’Aquila (ma non solo) è possibile grazie a una, anzi, a tante email.

In caso contrario, le cabine rosse e grigie con le quali generazioni di cittadini sono cresciute quando non c’erano i cellulari, potrebbero a breve sparire dalle città.

L’unico modo per farle rimanere dove sono è quello di esprimere la propria volontà di “adottarne” una prima che sia troppo tardi: quella di piazza Duomo, per esempio, entro il 2 novembre prossimo.

Il motivo che spinge la più grande compagnia telefonica nazionale a rottamare le ormai storiche cabine è l’imponente consistenza del traffico telefonico dai telefonini, diventati ormai il prolungamento della mano di ognuno, “tenere in vita le 130 mila cabine telefoniche esistenti comporta dei costi molto elevati”, come spiegano dall’azienda.

Un semplice cittadino, un’associazione di quartiere, o anche il Comune possono così manifestare la necessità di mantenere una specifica cabina, provandone la sua indispensabilità.

La Telecom, però, deve fare i conti con il Garante delle comunicazioni che ha stabilito precise regole.

Innanzitutto, vuole che fuori da ogni cabina venga affisso un adesivo che comunichi agli utenti l’intenzione di rimuoverla; inoltre, il garante ha stabilito che non potranno essere toccate in determinate aree sensibili, come ospedali, caserme con più di 50 militari, nelle scuole, nelle Asl, nelle carceri e nei rifugi di montagna, dove in caso di necessità si possa chiedere aiuto laddove i cellulari non prendessero.

Per salvare la vita delle cabine che si ritengono necessarie, insomma, ci si deve battere in prima persona, contattando un numero gratuito (affisso nelle cabine) oppure mandando una email a agli uffici del garante: [email protected].