CHIETI – “La designazione del sindaco di Bucchianico, Renzo Di Lizio, all’interno della cabina di coordinamento per il dissesto idrogeologico dei comuni di Bucchianico e Chieti pone rimedio a un grave sgarbo istituzionale, non solo nei confronti del primo cittadino ma dell’intera comunità che egli rappresenta”. E’ quanto afferma, il senatore abruzzese di Fratelli d’ Italia, Etelwardo Sigismondi.
“Al sindaco di Bucchianico”, si legge in una nota, “era stata, infatti, negata la possibilità di sedere all’interno di un organismo chiamato a coordinare e seguire i lavori di ricostruzione proprio sul territorio comunale da lui amministrato. Una situazione paradossale, soprattutto alla luce del fatto che, invece, al sindaco di Chieti, Diego Ferrara, era stata correttamente riconosciuta la partecipazione. Secondo la normativa, tra le figure che compongono la cabina di coordinamento figurano due componenti designati dall’Associazione nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e uno dall’Unione delle Province d’Italia (UPI)”. “Mentre l’ANCI aveva individuato come rappresentante il sindaco di Chieti, l’UPI, su indicazione del presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, aveva invece nominato il sindaco di Casoli, Massimo Tiberini, al posto del sindaco di Bucchianico. Ne derivava così un assetto istituzionale distorto, in cui veniva chiesto al sindaco del comune di Casoli di occuparsi del dissesto idrogeologico del Comune di Bucchianico. Una follia istituzionale, frutto della volontà di far prevalere logiche di appartenenza politica sul buon senso di garantire a un sindaco di un comune colpito da un grave dissesto tutti gli strumenti necessari per offrire risposte concrete ai suoi cittadini”.
“È, dunque, apprezzabile la scelta del sindaco di Casoli, Tiberini, di rinunciare all’incarico, un gesto che ha consentito al sindaco di Bucchianico di entrare a far parte della cabina di coordinamento e di sventare un atto di prevaricazione politica a danno del Comune di Bucchianico”.






