L’AQUILA – Su 1.500 nuclei familiari che risiedono negli alloggi del progetto C.a.s.e da “affittuari”, ben 1.100 risultano morosi totali o parziali nel versamento delle quote dovute per il canone di compartecipazione e delle bollette.
Lo rivelano i risultati dei controlli effettuati dal Comune dell’Aquila. In pratica più della metà degli affittuari delle “new town” sono morosi e inadempienti: circa 500 nuclei non hanno pagato né utenze né bolette.
L’assessore comunale al Bilancio Lelio De Santis, responsabile della gestione delle 19 aree, spiega che l’ente ha inviato ai morosi delle diffide. Se entra 30 giorni non pagheranno, si passerà allo sfratto.
“Siamo pronti ad andare avanti col pugno duro – dice – per chi continuerà a eludere il pagamento delle utenze. Tutti devono pagare e per fare in modo che adempiano al versamento di queste quote, il Comune ha dato la possibilità di rateizzare la somma dovuta, che spesso è consistente perché si riferisce dal momento della presa in carico dell’alloggio, fino al marzo del 2013, data dell’ultima verifica”.
In molti locatari hanno lamentato che le somme dovute per le utenze siano ben al di sopra dell’effettivo consumo e hanno comunicato di non voler pagare le bollette.
“Questa situazione – aggiunge De Santis – riguarda soprattutto gli appartamenti che si trovano al piano terra: spesso gli impianti sono inadeguati e la dispersione termica è notevole; in altre occasioni invece si è assistito al mal funzionamento dei contatori, per questo stiamo provvedendo a controllare caso per caso”.
“Inoltre – sottolinea – con un atto deliberativo di fine dicembre, è stato deciso che pagare le prime rate di un ammontare impreciso ancora da verificare, non significa assolutamente incappare nell’acquiescenza e quindi dover pagare l’intera somma sbagliata”.
I soldi da “incassare” sono necessari per l’amministrazione. L’assessore ricorda infatti che il Comune in questi anni si è indebitato con l’Enelgas e con la Gran Sasso acqua per circa 10 milioni di euro.
“I controlli stanno andando avanti a tappeto, non possiamo permetterci di eludere queste scadenze altrimenti rischiamo un grave squilibrio nel bilancio. Molti dei morosi sono risultati essere stranieri. Come estrema ratio provvederemo con gli sfratti. Vorrei evitarlo, però se la negligenza dovesse perdurare oltre i 30 giorni, mi troverei costretto a farlo”, conclude.





