L’AQUILA – I dubbi espressi dalla Corte dei conti dell’Unione Europea sull’appropriato utilizzo del fondo di solidarietà Ue per il terremoto dell’Aquila, rilievi peraltro respinti dalla Commissione Ue, si basano anche sul lavoro svolto dalla commissione Controllo Bilanci dell’Unione Europea presieduta dall’ex magistrato Luigi De Magistris, europarlamentare dell’Idv, che ha lasciato l’incarico dopo essere stato eletto sindaco di Napoli.

Una delegazione della commissione è stata in visita all’Aquila il 27 ottobre 2010 per fare sopralluoghi nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, al fine di controllare come sono stati utilizzati i fondi per la ricostruzione inviati dall’Ue, in particolare quelli per il progetto C.a.s.e., realizzato per ospitare circa 16 mila sfollati con i fondi comunitari gestiti dalla protezione civile nazionale guidata durante l’emergenza da Guido Bertolaso.

De Magistris ha incontrato, tra gli altri l’allora commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, e l’allora vice commissario della protezione civile nazionale, l’ex prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, poi diventato capo del Dipartimento.

Entrambi hanno assicurato il corretto utilizzo e la trasparenza nelle modalità di impiego e assegnazione.

Non c’è stato invece l’incontro con l’allora procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini (morto nell’agosto dello scorso anno), per improvvisi impegni dell’allora capo della procura aquilana.

Rossini aveva comunque inviato a Bruxelles le carte delle inchieste sulla ricostruzione che riguardano le realizzazioni fatte con i fondi comunitari assegnati nell’ambito del fondo di solidarietà.

In particolare, quelle sugli isolatori sismici installati nei circa 4.500 alloggi del progetto C.a.s.e. realizzati nelle 19 new town, finiti sotto la lente di ingrandimento della Corte dei conti Ue, assegnati agli sfollati del terremoto.

Le indagini avrebbero dimostrato che parte degli isolatori non avrebbero il collaudo e inoltre che alcune prove, fatte negli Stati Uniti sulla base di simulazioni di terremoti, avrebbero portato alla loro rottura.

Sono attese le richieste di rinvio a giudizio dopo la chiusura delle indagini.

Il 13 ottobre 2009 l’euro deputato De Magistris aveva presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere che fossero messi in atto tutti gli strumenti di controllo in merito ai fondi stanziati dall’Ue per la ricostruzione in Abruzzo alla luce delle “indiscrezioni riportate dalla stampa circa la penetrazione mafiosa nella ricostruzione”, e anche delle indagini sulle “cricche” intente ad accaparrarsi appalti milionari che imponevano una “verifica sull’onestà delle imprese che ricevono fondi europei”.