L’AQUILA – “Non possiamo chiudere i tubi e spegnere le caldaie a tutti gli inquilini se l’impianto è centralizzato. Il Comune non poteva non pagare le utenze degli alloggi vuoti. È ovvio”.
Si fa aspra la polemica tra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’avvocato Fausto Corti che nei giorni scorsi ha denunciato “un danno erariale di 300 mila euro all’anno” per le spese sostenute dal Comune a causa delle utenze degli alloggi vuoti del progetto C.a.s.e.
Gli alloggi oggi vuoti oggi risultano essere 1400 in tutti i progetti C.a.s.e., secondo quanto specificato dal sindaco.
“Stiamo e svuotando gli impianti idrici di riscaldamento di intere piastre per evitare congelamenti e rotture dei tubi e inizieremo a risparmiare – aggiunge – Anche con il pagamento a consumo potremo abbassare al minimo i riscaldamento, ma quel poco si dovrà pur sempre pagare in quegli appartamenti”.
“Gli alloggi erano vuoti a causa delle manutenzioni che ci sono (costate circa 800 mila euro) o in attesa di assegnazione, e in ogni caso abbiamo tenuto sempre i riscaldamenti a basso regime – aggiunge Cialente – Le piastre oggi stanno continuando a svuotarsi perché le persone rientrano a casa e siamo in attesa che si concluda l’accordo con l’Ater per l’assegnazione all’azienda di alcune piastre, mentre l’Adsu non ci ha più chiesto nulla”.
Da aprile scorso, inoltre, per legge il Comune deve inviare le bollette calcolando le cifre sulla base dei consumi reali.
“Sta nascendo una grande preoccupazione per questo tra gli inquilini dei piani terra perché ora saranno loro a dover pagare di più in bolletta anche per quelli dei piani superiori che si scalderanno a spese altrui – conclude – Per questa disparità dobbiamo ringraziare tutto il centro destra, la senatrice Paola Pelino e l’avvocato Fausto Corti che hanno sempre detto ai cittadini di non pagare e intrapreso la battaglia per far sì che si pagasse a consumo”.



