BUSSI – Solvay lascia il sito Bussi (Pescara) e cede le sue produzioni al gruppo facente capo all’imprenditore della chimica Donato Todisco, ma spunta un’interrogazione parlamentare di 5 deputati del Partito democratico al ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti che chiedono lumi sull’intera operazione.

L’accordo Solvay-Todisco arriva a pochi mesi dalla decisione di non firmare l’accordo di programma che prevedeva il passaggio degli impianti alla Uniholding-Unichimica di Alberto Filippi, interlocutore individuato dal pubblico, ovvero dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Bussi: era la carta del governatore Luciano D’Alfonso e del sindaco Salvatore Lagatta, ma è stato non preso in considerazione da Solvay.

Anche per questo, i parlamentari dem chiedono al ministro se “stia già procedendo a chiedere a Solvay e a Todisco le medesime garanzie chieste a Uniholding per quanto riguarda i piani industriali in grado di garantire la salvaguardia di tutti gli attuali occupati”.

L’interrogazione, presentata ma ancora da protocollare, è firmata da tre deputati abruzzesi, Gianluca Fusilli, Vittoria D’Incecco, e Tommaso Ginoble, oltre a Federico Massa, relatore per il Pd del “decreto Ilva”, e Diego Zardini, esperto dei problemi della chimica di Porto Marghera.

Curiosamente non c’è la firma del deputato “locale” Antonio Castricone, originario di Popoli che si trova a una manciata di chilometri.

Il nuovo proprietario Todisco produce, principalmente in Italia, circa 100 mila tonnellate all’anno di prodotti chimici di base e fini, con un fatturato di circa 100 milioni di euro annui, oltre a commercializzare 600 mila tonnellate con un fatturato di oltre 230 milioni di euro.

Sullo sfondo rimane la gara per l’affidamento degli interventi di bonifica, avviata dal compianto commissario Adriano Goio. Al posto del quale, a un certo punto, sembrava dovesse essere nominato lo stesso D’Alfonso, ipotesi poi sfumata. E così, mancando la “testa”, anche se alle battute finali, la selezione non si può concludere.

Infine, per non farsi mancare proprio nulla, c’è aria di esposti in procura, come ammesso dallo stesso sindaco Lagatta.

SOLVAY: “ASSICURERANNO LA CONTINUITA’ DELL’OCCUPAZIONE”

La premessa è che per Solvay, come si legge in un comunicato della multinazionale belga, “anche a seguito della propria uscita dal mercato del cloro e derivati, il sito di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara, non rappresenta una priorità strategica nell’ambito delle proprie politiche industriali a livello nazionale e internazionale”.

“Solvay intende comunque assicurare al sito abruzzese la continuità delle attuali produzioni chimiche del cloro e suoi derivati nell’impianto di elettrolisi a membrana e una serie di specifici prodotti per la detergenza – afferma – A questo scopo Solvay ha raggiunto un accordo con il gruppo industriale facente capo all’imprenditore Donato Todisco, affermata realtà italiana del settore chimico, per la cessione delle attività del polo di Bussi sul Tirino e per la gestione sul mercato del prodotto Eureco”.

“Quest’accordo garantisce dunque la permanenza industriale e lo sviluppo del sito, con il mantenimento e il successivo potenziamento dei livelli occupazionali – continua il comunicato – Il gruppo Todisco assicurerà la sostenibilità del sito con investimenti impiantistici nei settori chimici creando sinergie con le altre attività del proprio portafoglio prodotti”.

Solvay afferma di intraprendere l’operazione “in linea con i programmi delle istituzioni abruzzesi che puntano ad un piano complessivo per il rilancio del polo industriale di Bussi. Ciò è possibile – precisa – grazie anche agli interventi ambientali che Solvay Chimica Bussi sta attuando in sinergia con gli enti per la reindustrializzazione di specifiche aree”.

Dal passaggio di proprietà delle aree restano esclusi i terreni a monte del sito.

“Nell’accordo siglato con il Gruppo imprenditoriale chimico Todisco – conclude la nota della società – è comunque previsto che Solvay rimanga proprietaria dei terreni delle aree a monte del sito, nel passato destinate a discariche (identificate per convenzione come 2A e 2B), per le quali è in corso un importante intervento ambientale”.

“Solvay Chimica Bussi, in accordo con il ministero dell’Ambiente, nell’ambito delle misure di prevenzione ambientali all’interno del sito, ha inoltre realizzato un nuovo grande impianto di trattamento delle acque di falda asservito alle barriere idrauliche che ne garantiscono l’efficacia operativa”, conclude la nota.

I PARLAMENTARI PD: “SOLVAY NON MOLLI GLI OBBLIGHI DI BONIFICA”

Dopo aver riepilogato tutte le tappe della spinosa vicenda, l’interrogazione chiede al ministro Galletti di evitare che Solvay “possa desistere dagli obblighi previsti dalle vigenti norme in materia di bonifica e/o messa in sicurezza delle aree attualmente di sua proprietà, o direttamente o ponendoli a carico dell’imprenditore che acquisirà le medesime aree e che la medesima società possa abbandonare il sito di Bussi senza garantire preventivamente a tutta la comunità locale ed alle amministrazioni pubbliche coinvolte la massima conoscenza della reale consistenza delle situazioni di rischio relative all’intera area”.

Inoltre, a Galletti si suggerisce di “richiedere immediatamente alla Solvay la documentazione completa relativa al contenzioso legale in atto fin dal 2012 con la Edison”.