L’AQUILA – “Quella delle acque di Bussi è una questione che riguarda innanzitutto il Governo, anche se, in quanto assessore al Ciclo idrico, è ovvio che mi interessi che vengano fatti tutti i lavori per riportare per riportare la situazione delle acque di Bussi alla normalità”.

Lo afferma l’assessore regionale al ramo Angelo Di Paolo, all’indomani dei dati emersi dallo studio condotto dall’Istituto superiore di sanità (Iss) sulle acque dell’asse fluviale dell’Aterno-Pescara limitrofa alla megadiscarica di Bussi sul Tirino.

Secondo le notizie rimbalzate sui media nei giorni scorsi, tali studi confermerebbero infatti che, avendo contaminato circa 700 mila persone, “la serie di azioni poste in essere nel sito industriale e nella mega discarica hanno pregiudicato tutti gli elementi fondamentali che presiedono e garantiscono la sicurezza delle acque, determinando così un pericolo reale e concreto per la salute».

“Personalmente mi occupo solo della qualità delle acque e di alcuni corpi idrici della Regione, mentre il risanamento del bacino di Bussi è una faccenda innanzitutto di competenza del commissario Goio, nominato proprio a tale scopo dal Governo  – continua Di Paolo – Non so quello che succederà, anche se ovviamente, in quanto assessore regionale, mi auguro che vengano fatti interventi atti a  riportare la qualità delle acque ai livelli imposti dalle direttive comunitarie e dalle norme nazionali”.

La preoccupazione dei consulenti dell’Iss, infatti, va oltre il tema relativo ai rischi per la salute dei residenti della zona, sottolineando,  anche l’alto rischio ambientale derivato dalla molteplicità delle sostanze tossiche, le quali sono presenti nelle acque in quantità di molto superiori rispetto a quelli che sono i limiti imposti dalla legge.

“Sono fermamente convinto – conclude l’assessore – del fatto che deve essere soprattutto il senso di responsabilità a guidare e non le norme, ma questa è l’Italia: nessuno in passato si era occupato della questione di Bussi e adesso, solo a disastri già fatti, si vuole correre ai ripari”.