BUSSI SUL TIRINO – Sembra vicinissima, stavolta davvero, la sottoscrizione dell’accordo di programma per il risanamento e la reindustrializzazione del sito di Bussi sul Tirino (Pescara).
La conferenza dei servizi decisiva, dopo quella del 21 marzo scorso, potrebbe esserci il 23 maggio. La firma del sospirato accordo dovrebbe portare alla cessione dell’ex polo chimico alla Unichimica di Alberto Filippi, che prevede il graduale riassorbimento delle maestranze Solvay oggi senza lavoro.
In queste settimane grandi passi avanti sono stati fatti dagli attori istituzionali, Comune e Regione prima di tutto, per fissare ruoli e competenze sul sito. L’accordo che dovrà essere firmato anche dal ministero dell’Ambiente e dalle parti sociali contempla tre punti: la bonifica delle aree esterne al sito industriale, per la quale il compianto commissario Adriano Goio ha bandito la gara da 38 milioni di euro, la messa in sicurezza dell’area ex Medavox e il passaggio alla proprietà comunale delle aree sulle quali saranno effettuate le operazioni di bonifica e messa in sicurezza.
“Noi acquisiamo l’area esterna Solvay e dovremmo acquisire le aree interne – ha detto il sindaco Salvatore Lagatta al Tgr – per l’area esterna è prevista la bonifica totale, per l’area interna è prevista la messa in sicurezza laddove sono poi previsti degli investimenti per nuovi impianti. È una messa in sicurezza non è una bonifica per cui si punta ad una riduzione del danno”.
“La Regione ha un ruolo di coordinamento tra gli enti locali e il ministero – ha spiegato Franco Gerardini, direttore del Servizio Rifiuti della Regione – Inoltre intende definire una serie di certificazioni tra il ruolo che hanno i privati in termini di interventi sulle attività di messa in sicurezza operativa e bonifica dei siti e di attestazione della non responsabilità dell’inquinamento da parti di alcuni soggetti che intervengono”.
“Manca la trasparenza e il Comune dovrebbe acquisire aree inquinatissime come quella industriale all’interno della quale ci sono dei siti fortemente inquinati come quelli della Medavox che verranno semplicemente coperti da una bella soletta di cemento”, ha affermato poi Augusto De Sanctis del Forum H20, esprimendo perplessità sull’operazione.





