L’AQUILA – La buona sanità esiste in Abrozzo pur a fronte di tanti problemi. Lo testimonia un giovane dirigente aquilano di un importante ente che ha sede a Roma il quale in una nota racconta la sua esperienza.
“Sono Riccardo Mancinella e volevo segnalare”, si legge nella lettera inviata a questo giornale, “come l’eccellenza in sanità esista anche in Abruzzo. Alla fine dell’agosto scorso sono stato vittima di un terribile incidente stradale di ritorno da Roma verso L’Aquila. Prontamente soccorso dal servizio del 118 sono stato trasportato al Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Avezzano (AQ) dove sono stato sottoposto agli accertamenti di rito e alle prime cure”.
“A causa della mancanza di posti letto disponibili, in relazione alle mie condizioni di salute, nei presidi ospedalieri della ASL n. 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, veniva disposto ed effettuato un pronto trasferimento presso il Presidio Ospedaliero Clinicizzato di Chieti, nel reparto di Chirurgia diretto dal professor Mucilli, che aveva manifestato la disponibilità al mio ricovero. Appena arrivato venivo visitato dai medici in servizio e a causa del complesso quadro clinico riscontrato sottoposto a intervento chirurgico d’urgenza all’addome”.
“L’intervento aveva pieno successo ma l’emergere di successive criticità a carico dell’apparato circolatorio rendeva necessario un intervento specifico in tale ambito, nonché ulteriori interventi, in tempi successivi, a carico dell’addome, per stabilizzare la situazione e risolverla in modo definitivo”.
“Si è reso necessario anche un ricovero nella struttura di riabilitazione del Presidio Ospedaliero di Atessa (Chieti) diretto dal dottor D’Annibale. Ad oggi posso dire di essere uscito da una difficile situazione grazie alla alta professionalità e alla umanità dei medici che mi hanno seguito, a quella il dottor Mirko Barone in particolare, ma anche a quella di tutti gli altri appartenenti alla équipe del professor Mucilli, a quella dei chirurghi vascolari e a quella dell’équipe del dottor D’Annibale del presidio di Atessa. Un grazie particolare anche a tutti gli altri operatori sanitari che hanno manifestato sempre grande pazienza e piena disponibilità”.





