L’AQUILA – Un bambino di dieci anni di San Giovanni Teatino insultato dai compagni di scuola per i suoi tratti somatici gentili e delicati.
Una ragazzina pescarese picchiata in spiaggia da un branco di bulle, che poi hanno fatto girare su Youtube le immagini dell’aggressione.
Ragazzine insultate e perseguitati da coetanei su Facebook. Sono solo alcuni degli episodi saliti alla ribalta delle cronache nel 2015, a dimostrazione che il fenomeno del bullismo, seppure non ancora monitorato con numeri e dati statistici, anche in Abruzzo rappresenta un fenomeno inquietante e da affrontare con decisione.
Va in questa direzione il progetto di legge che ha avuto il via libera il 2 febbraio in Quarta Commissione Politiche europee, a firma dei consiglieri regionali di opposizione Mauro Di Dalmazio, Abruzzo futuro, e Gianni Chiodi, Forza Italia, votata convintamente anche dai consiglieri di maggioranza.
Il progetto di legge intende istituire una Consulta regionale sul bullismo che si avvarrà anche del supporto dell’Osservatorio regionale sul bullismo già istituito presso l’Ufficio scolastico regionale.
E soprattutto prevede di destinare 100 mila euro ogni anno “per programmi e progetti volti alla diffusione della cultura della legalità, al rispetto della dignità dell’individuo nella sua diversità e alla tutela della integrità psico-fisica dei bambini e degli adolescenti”. Prevedendo anche l’attivazione di programmi di sostegno a favore dei minori vittime di atti di bullismo, anche attraverso il supporto di competenti figure professionali.
I fondi potranno essere garantiti da quanto previsto dal decreto legge 118 del 2011, volto contrastare il bullismo su scala nazionale, demandandone l’operatività alle Regioni.
Per la partecipazione alla Consulta, specifica la legge, non è previsto alcun gettone di presenza e “si provvederà attraverso un successivo regolamento di attuazione approvato dalla Giunta regionale che né individuerà anche composizione e funzioni”.
La Giunta dovrà mettere a punto anche i criteri per l’erogazione dei fondi, per progetti concernenti “campagne di sensibilizzazione, promozione di iniziative di carattere culturale, sociale e sportivo sui temi della legalità, del rispetto delle diversità sull’uso consapevole della rete internet all’interno delle istituzioni scolastiche; organizzazione dei corsi di formazione del personale scolastico, attivazione di programmi di sostegno in favore dei minori vittime di atti di bullismo, anche attraverso il supporto di competenti figure professionali”.
Beneficiari dei finanziamenti i Comuni, singoli o associati, le Istituzioni scolastiche, dalle aziende del servizio sanitario regionale nonché dalle associazioni con certificata esperienza che operano da almeno cinque anni nel campo del disagio sociale.
L’importante è fare presto. Dai dati raccolti dalla campagna “Una Vita da Social”, promossa dalla Polizia di Stato che ha coinvolto 15.268 ragazzi abruzzesi, è emerso che anche in Abruzzo il fenomeno in crescita, e c’è anche un aumento considerevole delle giovanissime come autrici e protagoniste di un reato odioso perchè produce nelle vittime uno stato di sofferenza atroce, fisica e psicologica.
È in aumento il fenomeno del cyberbullismo, cioè quello sulla rete. Tutto ciò nasce da un uso distorto dei canali di comunicazione, come i social network (Facebook, Istagram e Twitter) o della messaggistica istantanea (Whatsapp), i quali spesso vengono interpretati come un mezzo per ferire, danneggiare, denigrare la vita altrui.
Da un indagine condotta da Coldiretti sulle ansie alla vigilia dell’apertura delle scuola, emerge che il 48 per cento di genitori e dei nonni sono in allarme e ritengono che non si combattano abbastanza gli atti di prepotenza tra gli studenti.






