L’AQUILA – “Non ci saranno aumenti di tasse, non ci sarà alcun commissariamento o tagli ai servizi della sanità. Il tavolo di monitoraggio sulla spesa sanitaria, istituito presso i ministeri della Sanità e di Economia e delle Finanze (MEF), nella riunione di questa mattina, a Roma, ha dato parere favorevole al Disegno di legge, presentato dalla Giunta regionale ed approvato, nei giorni scorsi, dal Consiglio regionale, per la copertura del disavanzo del servizio sanitario regionale risultante dal conto economico al quarto trimestre 2023”.
A darne notizia è l’assessore con delega alla Salute, Nicoletta Verì, dopo il tavolo di monitoraggio al cui controllo sono esposte anche l’ex Regioni “canaglia”, come è stato l’Abruzzo dal 2007 fino al 2017.
A causa del buco di oltre 122 milioni di euro prodotto dalle quattro Asl per il solo 2023 con l’azienda aquilana maglia nera con meno 46 milioni di euro, lo scorso 23 maggio il Consiglio regionale ha approvato la norma per il ripianamento del deficit sanitario che ha portato ad una stretta nei confronti dei direttori generali il cui operato da ora sarà controllato dal Consiglio regionale. Su questo inasprimento di controlli, il Consiglio, che vuole avere un ruolo di primo piano, all’unanimità ha bocciato la Giunta regionale e più precisamente l’assessore regionale Verì che aveva chiesto di modificare in parere vincolante “il parere obbligatorio” inserito nell’emendamento che introduce l’obbligo delle singole Asl a predisporre piani di razionalizzazione delle risorse.
Il provvedimento prevede l’istituzione di un nuovo capitolo sul bilancio 2024 per la somma di euro 68.593.330. La Giunta regionale propone di utilizzare gli incassi 2024 delle imposte regionali IRAP e IRPEF per un valore di 35.644.029 euro; la restante parte della somma deriva da economie generate dall’avanzo di amministrazione del rendiconto 2022 (13.997.124 euro) e da quote ricavate da trasferimenti da vari capitoli del bilancio dedicati alla sanità (18.952.175 euro).
“Sapevamo di aver fatto le scelte giuste per il bene della nostra regione – dice Verì – Attraverso l’approvazione da parte del Tavolo di Monitoraggio delle coperture finanziarie individuate, – ha spiegato l’assessore – viene garantito l’equilibrio economico-finanziario dei conti. Il prossimo passaggio è quello dell’individuazione dei piani di razionalizzazione delle spese delle quattro Asl. Così come previsto dall’articolo della legge approvata, al fine di garantire l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità dei servizi sanitari offerti. Gli strilli delle forze di opposizione sono parsi quanto meno inopportuni se si pensa che in passato, basta andare a vedere i vecchi bilanci, le Asl abruzzesi hanno avuto disavanzi. Decine di milioni a L’Aquila, Chieti, Teramo che la giunta ha sempre provveduto a ripianare”.
I piani di razionalizzazione dovranno includere un’analisi dettagliata delle risorse umane, tecniche e finanziarie oltre a prevedere proposte di miglioramento nell’allocazione delle risorse, includendo strategie di ottimizzazione dell’utilizzo delle infrastrutture e tecnologie sanitarie esistenti. Infine, i piani di razionalizzazione dovranno anche individuare misure per incrementare l’integrazione tra i diversi servizi sanitari, ospedalieri, territoriali e socio-sanitari.
Ad attaccare, ancora una volta è oggi il Partito democratico, con il consigliere regionale Dino Pepe.
“In questi ultimi anni e durante tutta la campagna elettorale per le regionali il centro destra abruzzese ha raccontato ai cittadini la favola di un sistema sanitario in salute. Ha promesso servizi aggiuntivi, soluzioni per le liste d’attesa e millantato una solidità che si è inesorabilmente sgretolata durante lo scorso Consiglio regionale” dichiara Pepe.
La realtà fornita dai numeri è di 128 milioni di debito complessivo e meno servizi per i cittadini, con il rischio sempre più concreto di un innalzamento delle tasse agli abruzzesi”. Sui diversi territori la situazione sanitaria è sempre più difficile e carente, in modo particolare nel teramano. Non solo la mobilità passiva, persone che per curarsi decidono di rivolgersi ad altre regioni, fa registrare cifre ormai fuori controllo (il saldo è di -108 milioni l’anno secondo l’ultimo aggiornamento del Ministero della Salute), ma diminuiscono servizi basilari con l’esplosione del problema delle liste d’attesa, reparti di lungodegenza mai attivati (Sant’Omero), personale medico e infermieristico ridotto ai minimi termini e ambulanze che prestano soccorso senza più medico a bordo, come accade in Val Vibrata e ad Atri” prosegue il Consigliere Dem.
“In questa drammatica situazione e con un debito strutturale di questa portata, pensare che la Verí e Marsilio siano venuti in Consiglio comunale a Teramo a promettere accensioni di mutui (peraltro insostenibili come da allegati al bilancio) per la costruzione del nuovo ospedale, da la misura delle menzogne alle quali gli abruzzesi sono stati sottoposti in questi anni.
La verità è che per presentare al Ministero, oggi 27 maggio, documenti e conti che scongiurino il commissariamento, la maggioranza di centrodestra, contro il parere contrario del Collegio dei revisori dei conti della Regione Abruzzo, ha dovuto approvare, in fretta e furia in Consiglio regionale, una manovra di 68 milioni di euro per la copertura del buco del servizio sanitario regionale” aggiunge Pepe e conclude: “L’inganno ai danni dei cittadini ha funzionato per rivincere le elezioni, ora però è giunto il momento della verità è dell’assunzione di responsabilità”.





