L’AQUILA – Il deficit abruzzese della sanità per il 2025 salirà a 130 milioni di euro, come dato tendenziale, senza cioè misure correttive. Una cifra in ogni caso ancora maggiore rispetto a quella del 2024, di 113 milioni di euro, che ha già imposto tagli e l’aumento dell’addizionale Irpef. L’obiettivo comunque è quello di ottenere maggiori trasferimenti dal Fondo sanitario nazionale, battaglia in cui è impegnato di persona, con altri presidenti di regione nella stessa barca, Marco Marsilio, di Fdi.

Questo è emerso nel corso della Prima Commissione Bilancio convocata in seduta congiunta con le Commissioni Territorio, Agricoltura, Politiche europee e Salute, in vista del decisivo consiglio regionale del 5 agosto, dove dovrà essere approvata la legge di assestamento.

Tutto confermato dal direttore dipartimento Sanità Emanuela Grimaldi, chiamata in audizione  assieme al dirigente Ebron D’Aristotile, al direttore del dipartimento Bilancio Fabrizio Giannangeli e del dirigente Luigi Colangelo.

Grimaldi ha confermato poi che dovrà essere applicato, vista la situazione, il Programma Operativo 2025-2027, al vaglio del Tavolo interministeriale di monitoraggio, dove è stato consegnato il 10 luglio, e che prevede nel triennio tagli, risparmi e razionalizzazioni della spesa sanitaria da 157 milioni di euro. Ma non solo, l’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri di Fdi, ha affermato che per ora restano confermati anche i 45 milioni circa di tagli ai dipartimenti, ovvero alla spesa viva del bilancio reginale, ad una lunga serie di eventi e istituzioni culturali, tra cui Perdonanza, Mastrogiurato, Film commission, teatri MarrucinO e Michetti, sport, agricoltura, aree protette e tanto altro.

Poi ha detto che si lavorerà al ripristino, quando in autunno saranno aggiornati i dati della spesa sanitaria, spiegando però con un sorriso che ad oggi non si prevedono “maggiori entrate” che possano renderlo possibile, atteggiamento che ha mandato su tutte le furie il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, e del M5s, Francesco Taglieri.

Ha dunque tuonato Paolucci, in una nota, al termine della commissione: “non solo sono confermati i 46 milioni di tagli ai settori vitali e 157 milioni alla sanità, ma c’è la conferma anche del fatto che il disastro firmato Marsilio condiziona gli equilibri di bilancio e gli altri settori. Falcidiati i fondi alla cultura, lavoro, giovani, trasporti, ambiente e agricoltura nel triennio 2025-2027 su cui non sappiamo ancora quando e se saranno reintegrati, dipende dalle maggiori entrate fiscali di cui non è possibile avere contezza”.

Inoltre, prosegue Paolucci, “sul fronte sanitario è in arrivo un’altra scure da 157 milioni di euro nel Programma Operativo 2025-2027 con tagli che si riverseranno sui servizi per i cittadini, sui medici di medicina generale, sui professionisti della sanità per quanto riguarda il trattamento accessorio. Intanto, in audizione ci si dice che il deficit Sanità 2025 è tutto da coprire e viaggia verso un tendenziale di 130 milioni di disavanzo, situazione che non esclude un nuovo aumento delle aliquote fiscali. Questo è il modello di governo della destra con la Regione di Marsilio, pronto a rinnovare il contratto alla Napoli Calcio, sottraendo milioni utili al bilancio e ai settori in sofferenza e nonostante i conti non quadrino né nella sanità, né altrove”.

Entrando poi nel merito del Rendiconto 2024: “nonostante la parifica sbandierata per far credere alla comunità che non ci sono problemi  evidenzia una serie di criticità proprio sulla sanità, sull’utilizzo dei fondi europei e sul Pnrr. È così che il Governo regionale di destra sta facendo quadrare i conti: a furia di tasse e tagli, prima smentiti poi attuati e questo è emerso chiaramente oggi in Commissione, specie quando la maggioranza ha relegato alla categoria dei “localismi” i tagli fatti a istituzioni culturali quali il Marrucino, l’Istituto Tostiano, la Perdonanza e altri, senza riuscire a spiegare quando e se saranno ripristinati e attraverso quale strumento. Tanto che la Corte dei conti nel giudizio di parificazione del rendiconto 2024 rileva le criticità e più volte reclama la necessità “di attivare tempestivamente azioni continue di monitoraggio della spesa 2025, finalizzate a realizzare concrete economie da destinare a ridurre l’utilizzo delle entrate da eccedenze di gettito 2024 e, conseguentemente ridurre gli accantonamenti per le annualità 2026 e 2027, nonché l’impegno per l’anno 2028 del futuro bilancio 2026-2028 e di attivare tempestivamente nuove misure finalizzate a migliorare la gestione del SSR nel suo complesso”.

In una nota, il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, sottolinea: “Tutt’altro il contenuto degli interventi della direttrice Emanuela Grimaldi in occasione della commissione di oggi, svoltasi in un clima assolutamente disteso e di grande collaborazione da parte della macrostruttura”.

“In assenza dei dati del secondo trimestre, disponibili solo da domani, la direttrice ha citato espressamente il tendenziale contenuto nel Programma Operativo adottato il 9 luglio scorso, pari a -128 milioni di euro, cui vanno sottratte: le manovre a regia regionale per +43 milioni di euro; le misure richieste dal presidente e dall’assessore alle Aziende Sanitarie, consistenti in una riduzione dei costi del 2%, che, se correttamente attuate, comporterebbero un ulteriore recupero di +60 milioni di euro”.

“La proiezione fornita oggi è, dunque, basata sul lavoro di contenimento in corso, sia da parte del Dipartimento che delle Aziende sanitarie. Sono state inoltre fornite risposte puntuali in merito allo stato dell’assegnazione alle Aziende del Fondo Sanitario Regionale, nonché sulle liste d’attesa, con riferimento esplicito al lavoro di informatizzazione e all’individuazione di percorsi specifici di tutela per i pazienti”, conclude Verrecchia.