L’AQUILA – Il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, ha scritto al Presidente della Regione Abruzzo e commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi, chiedendo chiarimenti in ordine a quanto evidenziato dalla stampa sul deficit sanitario e sullo stato e le prospettive di rispetto del Piano di Rientro.
“È necessario – ha spiegato il Presidente Orlando in una nota – capire l’entità precisa del disavanzo e far luce su eventuali responsabilità amministrative, gestionali e contabili. Per questo la situazione economico-finanziaria della sanità abruzzese sarà esaminata nel corso dell’audizione del Presidente della Regione Abruzzo Chiodi, già peraltro deliberata dalla Commissione, che verrà calendarizzata alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa natalizia”.
D’ALESSANDRO: “RESPONSABILI BUCO SANITARIO SIEDONO VICINO A CHIODI”
“Ormai da una settimana il presidente Chiodi tiene banco con il buco della Sanità, che ammonterebbe – a questo punto il condizionale è d’obbligo – a ulteriori 360 milioni di euro. Manco avesse rivelato il terzo segreto di Fatima! Chiodi si è quasi dimesso, a suo dire, e si è quasi subito pentito solo di averlo detto; poi, giù subito un profluvio di frasi indignate sui debiti accumulati dai suoi predecessori. Per concludere, l’assicurazione solenne che avrebbe evitato nuove tasse a carico degli abruzzesi, il tutto entro il prossimo dicembre 2010”. A scriverlo è il vice capogruppo dell’Idv in Regione, Cesare D’Alessandro.
In un clima prenatalizio, ci siamo quasi commossi per tanta abnegazione e lavoro titanico che attende il nostro Governatore. Senonché oltre alle lacrime di commozione, siamo abituati e leggerci i documenti.
Il debito di 360 milioni di euro che viene contestato all’Abruzzo, secondo quanto risulta nel verbale della riunione del Tavolo tecnico, in data 2 dicembre scorso, con il Ministero della Salute e quello dell’Economia, è quasi interamente di marca berlusconiana. Addirittura ben 230 milioni sono relativi alla “distrazione quota fondo sanitario 2004 e 2005”.
Chiodi lo sa bene, tanto che cerca di nascondersi dietro ai commi, agli articoli e alle citazioni di numeri di legge.
E ancora a dimostrazione, come risulta chiarissimo dalla lettura del comma 98, art. 2, della Finanziaria 2009, l’anticipo di 200 milioni da parte del Governo, con cui si vorrebbe coprire il nuovo deficit, può essere richiesto solo per i disavanzi registrati sino al 31 dicembre 2005. Una circostanza che toglie ogni possibile dubbio su chi siano i veri responsabili del debito: gli stessi che oggi siedono vicino a Chiodi.
Quindi, caro Presidente, se proprio vuol sapere come sono stati fatti quei debiti, vada a chiederlo a Pace, al suo Assessore Castiglione, agli altri suoi colleghi di maggioranza, che governavano allora e governano oggi.





