L’AQUILA – “Dimmi Berardinetti, è tua figlia quella che compare nell’organizzazione del festival Controsenso? Voglio saperlo! Se lo fosse mi vergognerei ad uscire di casa anche a gettare l’immondizia!”
Così un inviperito Leandro Bracco, consigliere regionale ex grillino ora in Sinistra italiana, che ha provocato un pandemonio nella seduta del consiglio regionale di ieri sera, e la durissima replica di Lorenzo Berardinetti di Regione facile, pesantemente tirato in causa.
Oggetto dell’accusa, un finanziamento di 10 mila euro al festival giornalistico Controsenso nel Comune di Sante Marie (L’Aquila), il cui sindaco è proprio Berardinetti, organizzato da un’associazione di cui fa parte, ha scoperto l’occhiuto e inflessibile Bracco, anche la figlia del consigliere. Finanziamento poi revocato, ma Bracco non poteva saperlo. Solo una delle erogazioni previste tra le decine e decine a favore di associazioni, istituzioni, e manifestazioni culturali abruzzesi, nella variazione di bilancio che destina anche fondi ai centri di ricerca in crisi e ad alcuni comuni in dissesto idrogeologico. Variazione contro cui si è scagliato, con una pioggia di emendamenti, il Movimento 5 stelle, che la definisce una “legge marchetta” senza regole e criteri, con destinatari “raccomandati da questo o quel consigliere regionale”.
Un attacco personale, quello di Bracco, che ha mandato comprensibilmente su tutte le furie Berardinetti, che oltre ad informare Bracco che quell’impegno di spesa, viste le polemiche, era stato cancellato, gli ha fatto notare che sua figlia a quel festival, da sempre autoprodotto e auto finanziato, ci lavora gratis, urlandogli in faccia “non ti permettere più di giudicare!”
Bracco nel suo intervento era arrivato a definire poi situazione creatasi in consiglio, in tema di finanziamenti alla cultura, “una fogna” e un “marciume”. Accusando anche Giuseppe Di Pangrazio, presidente del consiglio regionale, di essere il fautore di un’altra “marchetta”, ovvero dei 50 mila euro per gli eventi estivi e il teatro dei Marsi del finanziamento alla sua Avezzano, “dove putacaso, – ha urlato Bracco – a primavera il fratello di Giuseppe, Giovanni si ricandida sindaco!”.
Parole non banali in bocca a Bracco, che pure ha ricevuto dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, la speciale delega all”’estetica”, collegata con quella alla cultura, di cui è titolare il presidente della Regione.
Bracco ha esordito, per far capire l’antifona dei suoi riferimenti in etica politica, l’episodio di Camillo Benso Conte di Cavour, che nominato nel 1861 capo del governo, si inferocì con un amico che aveva avuto l’ardire di portargli in dono una trota, pescata però in acqua pubbliche.
“Cavour divenne un diavolo per una trota – ha gridato Bracco mentre l’aula rumoreggiava – e voi state facendo carne di porco con soldi pubblici! Sono molto alterato, detesto la volgarità ma quando vedo la gente muore di fame che vive al freddo, che non possono pagarsi le bollette, anche un santo diventerebbe un demonio. La Regione ha un miliardo di euro di debiti, e voi fate queste cose, e nessuno parla qui dentro!”.
Durissima la replica di Berardinetti.
“A Bracco avrei consigliato di aspettare – esordisce il consigliere – quella somma non c’è più, è stata cancellata”, proprio per evitare polemiche.
Ma scaldandosi in un crescendo durante il suo intervento Berardinetti ricorda a Bracco, che “Controsenso è una manifestazione ben fatta, e non ha mai ricevuto nessun contributo, è autofinanziata. E mia figlia fa la giornalista, laureata con 110, partecipa al Festival con spirito di volontariato, e non è stata mai raccomandata da nessuna parte”.
Oramai fuori di sè Berardinetti urla dunque rivolto a Bracco: “Non accetto lezioni da chi fa politica da un anno mezzo, io che sono anni che faccio politica. Da chi non sa di cosa parla. Bracco, non ti permettere più di esprimere giudizi su mia figlia, perché non la conosci, sono stato sempre molto educato, e vorrei continuare ad esserlo!”.
In aula applausi a scena aperta, con Bracco che cerca di intervenire ripetutamente, per chiarire il suo pensiero, stoppato da Di Pangrazio, che gli ricorda che aveva già esaurito i minuti a disposizione.
A prendere le difese di Berardinetti e del festival Controsenso, più di un consigliere regionale, anche dell’opposizione
“Controsenso – dice infatti Emilio Iampieri di Forza Italia – è evento davvero significativo, l’anno scorso e anche quest’anno ho partecipato, e la presenza della figlia di Berardinetti è irrilevante, fa semplicemente parte di un’associazione non a scopo di lucro, ci hanno rimesso anche di tasca propria. Maliziare non è stato davvero il caso, Berardinetti è persona onesta e irreprensibile”.
E ancora Maurizio Di Nicola di Centro democratico: “E’ offensivo denigrare in questo modo Controsenso, e se c’è un parente del consigliere nell’organizzazione non a scopo di lucro, cosa cambia? Non ci vedo nulla di disdicevole”.
Infine Giorgio D’Ignazio, del Nuovo centro destra, anche lui accusato mesi fa di “nepotismo” per aver assunto parenti nel suo staff in consiglio regionale.
“Ma insomma che livello basso, c’è un popolo terremotato in Abruzzo e stiamo qui a parlare della figlia di Berardinetti, che fa volontariato, ma facciamola finita!”, sbotta D’Ignazio.



