L’AQUILA – È un processo ineluttabile quello avviato dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna con il nuovo piano industriale che prevede la fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila e altre tre banche, l’abruzzese, Banca popolare di Lanciano e Sulmona,  e le laziali Banca Popolare di Aprilia e Meliorbanca. Secondo  una prima stima il piano porterebbe per le due banche abruzzesi a circa 230 esuberi, circa 100 nella banca del capoluogo e 130 nella Bpls.

L’amministratore delegato di Bper, Luigi Odorici, oggi all’Aquila ha incontrato Istituzioni locali (Comune, Provincia e Regione), Fondazione Carispaq, che nei giorni scorsi aveva bocciato il piano industriale, per cercare di rassicurare tutti sugli scenari derivanti da un riassetto necessario “per la sopravvivenza del Gruppo” ha spiegato ai giornalisti.

E intanto è già ridda di polemiche e reazioni: la Fondazione ha confermato la contrarietà al piano industriale della capogruppo Bper, mentre dai candidati sindaco Massimo Cialente, Giorgio De Matteis e Pierluigi Properzi sono giunte prese di posizione diverse ma ugualmente critiche nei confronti del gruppo bancario. Forte contrarietà all’ipotesi del nuovo assetto è stata espressa anche dalla Fondazione Carispaq, che già nei giorni scorsi aveva bocciato il piano Bper.

Riduzione dei costi e semplificazione sono le parole chiave su cui ha fatto leva Odorici che ha ricordato le criticità sollevate da Banca d’Italia sull’architettura del gruppo sia per quanto riguarda l’autonomia delle banche locali su tre assi fondamentali:

“Risultati insufficienti nelle attività ispettiva di antiriciclaggio e complessità della filiera dei processi decisionali – ha spiegato Odorici – Ma il punto su cui si è dovuti inderogabilmente intervenire è quello della riduzione dei costi”.

Il piano di riassetto non comporterà la scomparsa delle due banche abruzzesi, Carispaq e Bpls, “come invece sarebbe accaduto se avessimo proceduto con il progetto di creazione di una banca dell’Abruzzo” ha spiegato Odorici: entrambi gli istituti bancari manterranno il loro brand ed i servizi alla clientela “non ne risentiranno affatto, anzi verranno migliorati lì dove è possibile. Anche per la concessione del credito rimarrà un’autonomia fino a 6 milioni di euro. Per cifre superiori occorrerà l’assenso della capogruppo. Per quanto riguarda le somme che vengono erogate in beneficenza e sponsorizzazioni queste verranno mantenute e gestite, anziché dal cda, da un comitato di territoriale che avrà le stesse funzioni”.

A maggio Odorici tornerà in città per fare il punto con associazioni di categoria e incontrare nuovamente le Istituzioni locali e negli stessi giorni verrà avviata un’operazione di customer service, ovvero sondaggi tra la clientela, per verificare il gradimento degli utenti Carispaq. “Tra 18 mesi renderemo noti i risultati per capire se ci sono delle criticità da risolvere”.

Sul fatto che la vicenda legata alla truffa operata dal “Madoff dei Parioli”, da cui è nata un’inchiesta della magistratura, possa aver influito sul piano industriale Bper l’ad Odorici è stato categorico: “Non c’entra nulla. Se fosse così il piano avrebbe riguardato solo Carispaq e non altre banche”.

PERSONALE

Un aspetto delicato del piano industriale è quello legato agli esuberi e al personale. L’intero gruppo Bper conta circa 1200 esuberi, di questi circa 230, 100 in Carispaq e 130 in Bpls (ma è una prima stima ancora da verificare)

“C’è l’esigenza di razionalizzare e ridurre i costi, ma si procederà con interventi graduali. Le soluzioni più opportune verranno individuate d’accordo con i sindacati” ha spiegato l’ad Bper spiegando che si valuterà in quali casi si potrà ricorrere al pensionamento per chi avesse i requisiti.

Annunciato il blocco del turnover mentre per i lavoratori, specialmente per i più giovani, una delle opportunità che è stata profilata è quello di un trasferimento nella sede della capogruppo a Modena.

“Bisogna capire chi  quali risorse possono essere riconvertite all’attività commerciale, quanti sono disponibili ad andare nella sede della capogruppo. Mi riferisco sopratutto ai più giovani: penso che possa essere per loro una grande opportunità lavorare per due, tre, quattro anni e operare nella sede centrale con possibilità di crescita sotto il profilo professionale”.

“Non c’è stato un confronto con i sindacati” ha aggiunto Giovanni Corni, capo personale Bper.

LE REAZIONI

IANNUCCI (DG CARISPAQ): “NESSUN CAMBIAMENTO IN NEGATIVO”

“Il sindaco ha espresso le preoccupazioni di perdere questa entità giuridica. L’Ad Odirici ha ribadito che la creazione della divisione Carispaq all’Aquila comporterà un rafforzamento della presenza della banca del territorio. Ci sarà un miglior servizio alla clientela. Da questa operazione non ci saranno in cambiamento in negativo per la città” ha dichiarato il direttore generale Carispaq, Vittorio Iannucci.

CIALENTE: “CHIESTO RIPENSAMENTO PIANO INDUSTRIALE’’

“Questa mattina ho incontrato, insieme all’assessore alle Attività Produttive Marco Fanfani, l’Amministratore delegato della Banca Popolare dell’Emilia Romagna Luigi Odorici accompagnato dai vertici della Carispaq”.

A dichiararlo è il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

“L’incontro è stato franco e decisivo. Abbiamo espresso al dottor Odorici tutta la nostra contrareità all’ipotesi di piano industriale presentato da Bper, che riteniamo sbagliato e non giustificabile, se non nell’ottica esclusiva di una razionalizzazione dei costi di Bper e, tanto meno confacente ai patti parasociali in precedenza sottoscritti con la Fondazione Carispaq”.
 

“Abbiamo avuto rassicurazioni in merito ad una parte della salvaguardia dei livelli occupazionali e, abbiamo dichiarato che il Comune dell’Aquila è pronto a perseguire qualsiasi iniziativa tesa a garantire il futuro della nostra banca”.
 

“Ci siamo accordati per un nuovo incontro che avverrà a metà del mese di maggio per verificare e rileggere l’andamento del percorso intrapreso, da noi non condiviso”.

DE MATTEIS: “PILLOLA AMARISSIMA”

“La pillola amara è stata indorata, ma indubbiamente resta amara, anzi amarissima”.

Così il candidato sindaco alle amministrative dell’Aquila, Giorgio De Matteis, ha commentato il suo incontro con l’amministratore delegato del gruppo Bper, Luigi Odorici.

“Le indicazioni  di Bankitalia – ha affermato De Matteis – addotte come elemento di inderogabile organizzazione, convincono poco se, nel piano industriale proposto da Bper, L’Aquila e la Cassa diRisparmio in particolare diventano di fatto una filiale senza più consiglio di amministrazione e sostanzialmente sotto tutela della casa madre a Modena. È indubbio che, nel tempo, siano stati compiuti errori clamorosi sui quali sarà opportuno soffermarsi a breve”.

“Oggi, però – ha aggiunto De Matteis – alcuni punti debbono essere affrontati con estrema urgenza. Sul personale sono arrivate le più ampie rassicurazioni che si terrà conto delle esigenze dei dipendenti attraverso una verifica sindacale attenta, ma che comunque lascia presagire una riduzione del personale stesso. Risultano poco convincenti al momento, ma spero possano essere oggetto del prossimo incontro a maggio, le motivazioni avanzate circa la capacità di investimento in sede locale all’Aquila da parte del gruppo. Appare chiaro, infatti, che L’Aquila è uno dei pochi posti in Italia dove nel prossimo futuro ci saranno sostanziali investimenti legati alla ricostruzione con risorse già stanziate. La raccolta del risparmio aquilano, frutto anche del mancato pagamento delle tasse è comunque un ulteriore elemento che non può essere considerato alla stregua di altre situazioni”.

“I soldi degli Aquilani, infatti – ha sottolineato il candidato Sindaco dell’Aquila Città Aperta  –  debbono essere reinvestiti sul territorio e certo è inaccettabile pensare che si possano proporre argomentazioni non condivisibili perché questo non accada. Investire i nostri soldi in altri posti è inaccettabile e moralmente non sostenibile nella nostra città. Vogliamo conoscere, a breve – ha concluso De Matteis – quali sono gli elementi che consentano alla città di non perdere i propri soldi e di capire con assoluta certezza in che termini verranno investiti sul nostro territorio e non in altri luoghi dove la banca ritenesse opportuno senza che ci sia un’adeguata valutazione preliminare”.

PROPERZI: “FUORI CARISPAQ DA ARGOMENTI ELETTORALI”

“Sono ore importanti per la nostra città, arriva l’amministratore delegato della Bper a fornire chiarimenti sul futuro della Carispaq: una struttura strategica per il credito e lo sviluppo del nostro territorio, a maggior ragione se si tiene conto del gravoso lavoro di ricostruzione che ci attende”.

Così Pierluigi Properzi, candidato sindaco appoggiato dalla lista civica “Domani L’Aquila” e dal Popolo della libertà, sull’incontro di questa mattina tra i vertici della Fondazione Carispaq e quelli di Bper.

“In questo momento – prosegue Properzi – la mia preoccupazione, prima come aquilano e poi come candidato sindaco, è che una questione tanto importante per la città venga piegata a fini elettorali, con gravi rischi. I toni deformati e le enfasi tipiche della campagna elettorale si possono infatti ripercuotere negativamente sui colloqui in corso, indebolendo la contrattualità che la città invece deve mantenere salda anche attraverso l’atteggiamento responsabile dei suoi candidati alla carica di sindaco”.

“Mi auguro, perciò – conclude Properzi – che il sindaco e gli altri contendenti tengano fuori questa questione dalle manovre elettorali, dando seguito a un impegno pubblico da me promosso e da loro sottoscritto”.

FONDAZIONE CARISPAQ CONFERMA “NO” A PIANO INDUSTRIALE

Incontro molto importante quello di stamattina all’Aquila tra il presidente della Fondazione Carispaq, Roberto Marotta, accompagnato dai consiglieri di amministrazione Ferdinando Margutti e Pierluigi Caputi e l’amministratore Delegato di Bper, Luigi Odorici, richiesto dalla Fondazione alla luce di quanto previsto nel Piano Industriale del Gruppo Bper 2012 – 2014, presentato alla comunità finanziaria il 14 marzo scorso.

Nel corso dell’ incontro, la Fondazione ha rinnovato la propria assoluta contrarietà all’ipotesi di fusione per incorporazione di Carispaq Spa in Bper proposta dal Piano industriale che, tra le varie gravi conseguenze, comporterebbe anche la perdita di un patrimonio di 153 anni di rapporti tra comunità e banca locale ed il venir meno di un attore fondamentale per la ripresa economica del Territorio.

La Fondazione ha invitato pertanto Bper ad una immediata revisione del Piano industriale per quanto riguarda l’ipotesi di riassetto organizzativo prospettata per Carispaq Spa, riservandosi al contempo ogni più opportuna decisione ed iniziativa per la tutela degli interessi e dei diritti di cui è portatrice.