L’AQUILA – Eppur si muove, l’economia aquilana, nonostante i venti di crisi. A confermarlo sono anche i risultati del secondo bando “Borse Studio Lavoro”, della Fondazione Carispaq del’Aquila, che sta assegnando circa 500 mila euro ad aziende ed enti pubblici, per attivare stage della durata di 12 mesi per disoccupati e inoccupati e precari, senza limiti di età.
Nel 2015 a fare richiesta sono state ben 138 aziende ed enti, contro le 90 del 2014. Già avviati al lavoro quest’anno 36 tirocinanti, in buona parte under 35, con l’obiettivo di arrivare ai 40, esaurendo così il budget. Nel 2014 si era arrivati a 39 stage attivati.
“È un segno molto positivo – commenta ad AbruzzoWeb Marco Fanfani, presidente della Fondazione Carispaq – Significa, infatti, che molte più aziende rispetto al 2014 guardano con fiducia al futuro, tornano a considerare importante investire sulle risorse umane e sulla formazione, aspettandosi una ripresa economica e un aumento dei giro di affari e delle commesse”.
Il bando 2015 è scaduto ad aprile, i beneficiari delle borse, selezionati direttamente dalle aziende ed enti ospitanti, devono essere residenti da almeno 6 mesi in uno dei Comuni della Provincia dell’Aquila. Anche le aziende devono essere almeno da 6 mesi operanti nel territorio provinciale e devono avere almeno 5 dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato.
La concessione della borsa lavoro, che vale al tirocinante un compenso di 800 euro al mese, non costituisce rapporto di lavoro, essendo finalizzata esclusivamente alla formazione, e l’azienda non è obbligata ad assumere al termine del percorso.
Altra notizia positiva è che, dei 39 tirocinanti del 2014, ben 20, alla fine, hanno ottenuto un contratto nell’azienda ospitante, e le borse lavoro non si sono tutte concluse, quindi il numero di neo assunti potrebbe aumentare.
“Con un investimento di 450 mila euro nel 2014 abbiamo creato già 20 posti di lavoro vero – commenta Fanfani – che è per il tessuto economico un ottimo investimento, perché i nuovi occupati generano con il loro reddito un aumento dei consumi, e dunque ricchezza per altri settori in una spirale finalmente virtuosa. Con il secondo bando, a cui hanno risposto molte più aziende, è lecito attendersi che i posti di lavoro che saranno creati tra un anno saranno ancora di più”.
La ripartizione delle borse è avvenuta tenendo conto del fattore territoriale, un tot per ogni area geografica della Provincia dell’Aquila. E a scorrere l’elenco delle aziende che hanno fatto richiesta, si scopre che operano in prevalenza operano nel settore dell’elettronica, dell’alimentare, del commercio al dettaglio, delle costruzioni e dei ai servizi alle imprese. Pochi gli enti pubblici.
Le aziende devono nominare di un tutor interno con il compito di seguire i tirocinanti nel corso dello stage aziendale, devono redigere una relazione finale sull’esperienza svolta, sono tenuti al rispetto di tutte le normative in tema di lavoro ed in particolare la sottoscrizione di apposite assicurazioni presso l’ Inail, contro gli infortuni sul lavoro.
“Alla fine la maggior parte di stage si sono attivati nelle aziende private – commenta infine Fanfani – e questo perchè per gli enti pubblici ci sono procedure estremamente macchinose per attivare borse lavoro. Ma forse è un bene: un ente pubblico alla fine dello stage non potrebbe comunque assumere il tirocinante, visto l’obbligo di fare concorsi e il blocco delle assunzioni”. Filippo Tronca



